mercoledì 12 gennaio 2011

IL DOPO APT: VALORIZZIAMO I CONSORZI TURISTICI PRIVATI


PRATO - Ridurre i costi della politica, ottimizzare le risorse, trovare vie alternative, sinergiche e più economiche ma con l'obiettivo di rendere più efficiente l'azione e concreto il risultato. L'eliminazione delle Apt (Aziende per la promozione turistica) vuole rispondere a tutti questi obiettivi e per questo la sosteniamo in pieno.

Purtuttavia qualche considerazione è giusta farla per evitare che una buona operazione per la stragrande maggioranza dei territori, possa finire per diventare penalizzante per alcune realtà o ininfluente per altre.

Premesso che ci auguriamo che l'eliminazione delle Apt non significhi anche cancellare in un sol colpo le professionalità e le valide esperienze in esse maturate, il primo dubbio che ci sorge è legato a quelle realtà toscane che fino ad oggi hanno fatto poco o nulla per incentivare il turismo, vuoi perchè l'economia industriale locale non ne ha sentito l'esigenza, vuoi perchè i residenti hanno preferito muoversi in una nicchia di economia legata a produzioni agricole e di piccole dimensioni. La grande crisi di questi ultimi anni ha provocato in queste realtà degli sconvolgimenti notevoli e, forse per la prima volta, è sorta l'esigenza di aprirsi a nuove realtà economiche. Ed è a loro che va il nostro pensiero. Può la nuova struttura regionale (Toscana Promozioni) così come è stata studiata far sì che queste realtà possano emergere? Ci saranno i margini di manovra per far sì che realtà finora vergini all'economia del turismo possano entrarne a far parte con proposte differenti da quelle già esistenti e per questo allettanti all'esterno? Ci saranno all’interno di Toscana Promozioni sensibilità e professionalità atte a capire le esigenze e le peculiarità di ogni singolo territorio toscano e non si rischi invece che i territori più forti turisticamente (es.: Firenze, la Versilia e Siena) non facciano ancor di più la parte del leone andando a colmare il vuoto delle Apt con le loro associazioni imprenditoriali già molto attive sui territori?

Noi crediamo e ci auguriamo assolutamente di sì ma perchè si aprano questi nuovi fronti è estremamente necessario che si creino sinergie con strutture locali preparate e specificatamente indirizzate nella realizzazione di percorsi che vadano a valorizzare le realtà locali e che abbiano ben presente l'idea del fruitore finale per poterlo meglio raggiungere e convincere sulla bontà della propria proposta.

Noi crediamo che tutto questo lavoro non possa essere accollato sulle sole responsabilità delle Province. Questo, soprattutto in quelle Amministrazioni dove fino all'altro ieri nessuno ha neppure lontanamente visto il turismo come una risorsa su cui puntare per il proprio sviluppo. La necessità di affidarsi a persone competenti, a professionisti del settore è più che evidente.

Ed ecco quindi la proposta che ci sentiamo di muovere.

La Regione stabilisca dei criteri, metta dei paletti precisi, e dia grande credito ai Consorzi privati per la promozione turistica che rientrino in quei parametri. Consorzi che potrebbero avere tanto più peso di fronte alla Regione quante più aziende riusciranno a mettere d'accordo nella proposizione dei loro progetti. Un elemento, quella della quantità delle aziende consorziate, che tuttavia non dovrà essere l'unico criterio discriminante e questo per non penalizzare quelle situazioni dove è materialmente impossibile avere numeri elevati di strutture ricettive perchè materialmente non presenti sul territorio.

La possibilità di accreditare i Consorzi privati da una parte risponderebbe all'esigenza di non avere costi per l'amministrazione pubblica, dall'altra permetterebbe di avere professionisti preparati e supermotivati nell'incentivare il turismo perchè il proprio business sarebbe direttamente legato al numero delle presenze che di progetto in progetto riuscirebbero a portare nel territorio di loro competenza; ed infine permetterebbe ad una grande quantità di aziende di entrare in rete e lavorare con lo stesso obiettivo a prescendire dai limiti territoriali, sempre in concorrenza, ma seguendo le medesime linee guida: (se si vuol proporre un itinerario enogastronomico per far conoscere i prodotti locali, ad esempio, è chiaro ed evidente che tutte le aziende consorziate dovranno, nell'ambito di quel progetto, attrezzarsi per far sì che l'iniziativa riesca).

Incentivare la nascita di questo genere di consorzi, aiutarli nei loro progetti ritenuti meritevoli, crediamo che sia un dovere da parte della Regione.

Noi riteniamo che promuovere un territorio non possa avvenire solo con iniziative online sul sito della Regione. Oggi digitare su un qualsiasi motore di ricerca il nome Tuscany, significa venire bombardati da centinai di voci e riuscire a raggiungere il sito della Regione non sempre è agevole, non sempre ci si riesce, non sempre lo si segue dopo un primo veloce contatto. Bisogna entrare anche nell'ottica che non ci sono solo navigatori esperti e che a volte il turista online vuole essere coinvolto dalla proposta che si trova a leggere arricchita da foto, video, messaggi, contatti e, cosa non da sottovalutare, i prezzi. Elementi, soprattutto quest'ultimo, che solo chi opera sul territorio può fornire ed aggiornare con regolarità.

La promozione turistica della Toscana non può prescindere dal contatto diretto col territorio, con le sue peculiarità con le sue esigenze. La Toscana è la terra dei campanili e proprio per questo non può essere proposta e pubblicizzata con una proposta unica. Ecco l'esigenza di creare una piattaforma da parte della Regione sulla quale ogni singola realtà possa proporre le proprie caratteristiche e vedersele valorizzare a livello mondiale.

Pasquale Petrella
Responsabile Commissione Turismo IDV Prato

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