domenica 19 aprile 2020

Coronavirus e maltrattamenti nelle Rsa, servono le telecamere di sorveglianza


Il nuovo caso di maltrattamenti in una Rsa per anziani accertato a Palermo con l’arresto di sei operatrici della struttura è andato ad aggiungersi alle numerose inchieste aperte da molte procure italiane sulla diffusione del contagio da coronavirus nelle strutture di ricovero per anziani, rappresentando così le ennesime vergognose situazioni che emergono in Italia in danno delle persone più fragili della nostra società: gli anziani. Anche a Prato, per quanto riguarda i maltrattametni, abbiamo avuto il caso dell’Rsa di Narnali e nei territori  vicini ci sono stati i casi dei maltrattamenti ai bambini degli asili nido (vedi l’asilo Cip e Ciop di Pistoia), e non ultima l’inchiesta aperta sull’Rsa di Comeana per i contagiati ed i decessi per il covid 19. In tanti stanno chiedendo una legge nazionale perché in queste strutture siano presenti telecamere a circuito chiuso per avere un maggior senso di responsabilità da parte di chi vi opera all’interno e di controllo e sicurezza per coloro che vi sono ospiti.
Noi come Azione di Prato chiediamo al sindaco ed al consiglio comunale di Prato di non aspettare che arrivi la legge nazionale e che adottino un provvedimento con cui ogni nuova società che chiede la convenzione al Comune per poter gestire una struttura per anziani o per bambini sotto i 7 anni, per poterla ottenere debba avere le telecamere a circuito chiuso nei propri locali e le liberatorie a poterle usare da parte di tutti i dipendenti e collaboratori della stessa società. Lo stesso deve essere chiesto a quelle società che devono rinnovare la convenzione. Ovviamente chi chiederà di iscriversi a quell’asilo o entrare in una di quelle Rsa convenzionate dovrà accettare ed emettere liberatoria per la presenza delle telecamere.
La registrazione dei filmati dovrà avere un archivio di almeno un mese, chiedendo una estensione del limite previsto dalla normativa in materia con una deroga, all’Autorità Garante. La struttura dovrà nominare un responsabile delle registrazioni. Le registrazioni potranno essere visionate solo dal responsabile nel caso di una segnalazione (che andrà comunque fatta presente all’autorità di pubblica sicurezza), o dalle forze dell’ordine su incarico del magistrato.

sabato 11 aprile 2020

Il Distretto industriale di Prato ha i numeri per poter ripartire in sicurezza

Prato è sicuramente una Provincia virtuosa nella lotta al covid 19. Secondo i dati della Regione Toscana a venerdì 10 aprile le persone risultate positive sarebbero 357 per una percentuale quindi che è inferiore al 2 per mille della popolazione. Alla luce di questi dati e considerato che anche a livello nazionale la curva dei contagi sta rallentando, Azione e Italia Viva ritengono che per Prato si possa procedere gradualmente alla fase 2 con la ripartenza  di tutte le aziende ed in particolar modo il settore tessile. A questo proposito Azione e Italia Viva, considerato anche il Dpcm del 10 aprile,  invitano tutti i sindaci della Provincia con in testa il presidente Francesco Puggelli a farsi portavoce dal nuovo prefetto Lucia Volpe della seguente proposta:
Consentire la riapertura delle fabbriche in presenza dei seguenti fattori: 1 - Commesse già presenti in azienda da poter lavorare; 2 - Rispetto delle disposizioni sanitarie previste dal Dpcm 10 aprile e successive modificazioni; 3 - Consentire l'accesso al lavoro solo ai dipendenti che si rechino in azienda con mezzi propri; 4 - Igienizzazione pianificata degli ambienti.

Nei fatti, anche il Consigliere Comunale Giacomo Sbolgi, ha già interrogato il Sindaco di Prato su una modulazione attenta della fase 2 per un’attenta e pianificata accelerazione delle riaperture del distretto.

I Comitati di Azione e di Italia Viva di Prato ritengono inoltre fondamentale che la ASL toscana centro metta a disposizione delle aziende prima della riapertura un preciso protocollo sanitario da rispettare che preveda anche l'uso di eventuali strumenti tecnologici per il monitoraggio della salute dei dipendenti e la rapida e certa individuazione di eventuali criticità.
Il protocollo va sottoscritto dalle imprese che intendano valersi della riapertura e devono essere dati al prefetto di concerto con l'Asl Toscana Centro pieni poteri di verifica e sanzionamento (chiusura più multa pecuniaria) in caso di violazioni.
Quanto descritto riteniamo vada attivato (elaborazione piano sanitario ASL) nel più breve tempo possibile al fine di far trovare il territorio pronto e in sicurezza alla riapertura anche nel caso questa non potesse avvenire in anticipo rispetto a quanto previsto dal Governo.