lunedì 26 gennaio 2015

Ecco i 22 delegati della Toscana al congresso nazionale di Scelta civica


FIRENZE.  Eletti i ventidue delegati provinciali della Toscana che prenderanno parte al primo congresso nazionale di Scelta civica per l'Italia che eleggerà il segretario nazionale.  Congresso previsto a Roma domenica 8 febbraio.
Nell'accogliente sala delle riunioni dell'Hotel Croce di Malta di Firenze  si è tenuta l'assemblea congressuale della Toscana. Presenti tutte le province fatta eccezione quella di Siena che, per regolamento, non poteva eleggere alcun delegato sulla base  dei parametri dettati dal numero degli abitanti della provincia, la percentuale dei voti ottenuti alle Politiche del 2013 ed il numero di tesserati iscritti a Scelta Civica. Parametri che hanno escluso Siena ma che hanno creato una bella competizione in altre province come Pisa, Firenze e Arezzo a dimostrazione che Scelta civica per l'Italia è tornata ad avere un suo appeal in Toscana.
 L'assemblea presieduta dal dottor Pasquale Petrella, eletto dall'assemblea in sostituzione della segretaria regionale Lucia Livatino, assente per  motivi familiari, ha provveduto ad eleggere i delegati. In alcune province, come Firenze, Lucca, Livorno, Pisa e Arezzo sono state presentate due listre di candidati, nella altre ci sono state liste uniche. Il congresso prevedeva la possibilità di abbinare la lista dei delegati ad una delle tre mozioni per il congresso nazionale che vede candidati a segretario del partito, il sottosegretario al Mef, Enrico Zanetti, il sottosegretario agli esteri, Benedetto della Vedova e la rappresentante del movimento la Base civica, Luciana Cazzaniga.
Molte le liste che hanno scelto l'abbinamento con la mozione di Enrico Zanetti, quella più numerosa è risultata sicuramente quella di Firenze che su otto delegati ne ha eletti sette abbinati alla lista Passione riformista con Zanetti, con capolista Giovambattista Palumbo. La seconda lista che ha cercato consensi e eletto delegati è stata quella presentatasi col nome di Oltre Scelta civica, altre infine si sono presentate senza volere un preciso collegamento ad una delle tre mozioni.

Ma vediamo gli eletti divisi per provincia. Arezzo: Gallorini Pierluigi e Edoardo Pagliuca; Firenze: Giovambattista Palumbo, Blandina Cioffi, Marco Rogai, Mirko Zantedeschi, Lorenzo Giappichelli, Fazio Segantini, Mariagrazia Sicari e Mauro Biagini;  Grosseto:  Pietro Merlini; Livorno: Maurizio Pernice e Gabriele Riccardo; Lucca: Andrea Mazzoni e Luigi Viani; Massa Carrara: Pierpaolo Bertilorenzi; Pisa: Gabriele Fogli, Alessandro Lini e Cinzia Giachetti; Pistoia: Vito Meucci e Alessandro Vettori; Prato: Pasquale Petrella.
  Fra i tesserati votanti al congresso toscano le province più numerose sono risultate Firenze, Prato e Pisa.





venerdì 9 gennaio 2015

Prato dia la Cittadinanza onoraria a Charlie Hebdo

PRATO. Il comune di Prato dia la Cittadinanza onoraria a Charlie Hebdo. In questo momento c'è bisogno di dare un segnale importante contro il terrorismo e sulla libertà di informazione. Prato ha già dimostrato di essere molto sensibile su questo tema e il flash mob fatto in piazza del Comune lo sta a dimostrare . Quanto avvenuto a Parigi è aberrante. La civile Prato, capace di accogliere oltre cento nazionalità con una percentuale di immigrati fra le più alte in Italia, sta dando prova di una coesione sociale invidiabile, frutto di politiche sociali improntate sull'accoglienza e sulla comprensione delle altre culture. Mi auguro che il sindaco Biffoni accetti la proposta, che il consiglio comunale la voti all'unanimità e organizzi una cerimonia per la consegna della cittadinanza al periodico settimanale satirico francese così duramente colpito dal terrorismo

sabato 3 gennaio 2015

Bene la partenza dei militari, ora una nuova strategia per la sicurezza dei pratesi

PRATO. I militari finalmente vengono esonerati da un compito che imponeva loro una mansione non propria, ovvero il servizio di ordine pubblico, che gli era stato appioppato dal centrodestra, e tornano in caserma ad occuparsi di difesa e missioni di pace. I militari che pure vanno ringraziato per quanto fatto in questi cinque anni, non hanno però mai rappresentato la soluzione dei problemi di sicurezza a Prato. Chi li ha chiamati ha puntato sulla percezione e non sulla concretezza della sicurezza. Ora però bisogno recuperare il tempo perso. Prato è una delle città italiane col più alto numero di reati. Le classifiche snocciolate dal Sole 24 Ore in tema di sicurezza, negli ultimi anni hanno visto Prato scalare la classifica come i gamberi: ogni anno un passo indietro. E' stato l'approccio al fenomeno sbagliato. La giunta Biffoni ora deve cercare di trovare le giuste alchimie per rivoluzionare il modo di fare sicurezza sul territorio partendo dal far riconoscere al Governo Renzi che Prato è la terza città più popolosa del Centroitalia dopo Roma e Firenze e quindi ha il sacrosanto diritto di avere una questura, un comando dei carabinieri e un comando della Guardia di finanza con numeri adeguati di personale. Il crimine si combatte in via preventiva con le indagini, quando si arriva a reprimere è già tardi. Ecco perchè servono più uomini delle forze dell'ordine.