mercoledì 1 aprile 2009

CONTRIBUTO DELL'IDV AL PROGRAMMA DI COALIZIONE/8

RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO - CENTRO STORICO -
La riqualificazione del Territorio passa attraverso l’analisi del nuovo piano strutturale che ha visto fin qui già un percorso avviato. Condividiamo il principio dell’utilizzo del territorio come perequazione e alleggerimento delle aree più aggravate a vantaggio dello sviluppo di aree verdi.
Di contro non condivideremo percorsi che vedano l’occupazione di altro suolo destinato a mera speculazione edilizia, ma, lì dove necessario, ad una reale richiesta di mercato, dovrà essere tenuta in considerazione una parte di alloggi ad affitto calmierato. Siamo altresì favorevoli a riconversioni mirate di edifici esistenti, non per un mero aumento di volumetrie ma per riqualificare il territorio con centri di aggregazione, spazi destinati a giardini etc.
CENTRO STORICO
Allo sviluppo del Centro Storico deve corrispondere la riqualificazione delle periferie, così come allo sviluppo della zona ex Banci non può non corrispondere un adeguato e parallelo intervento sul Centro Storico.
Tutelare e riqualificare il centro storico significa essere convinti che la storia, il recupero dei monumenti e della coscienza civile, lo sviluppo sociale e culturale della città, siano interdipendenti.
Il Centro Storico è il ‘Luogo’ per eccellenza che può ridiventare protagonista di un nuovo "linguaggio", di un nuovo modo di fare "recupero" che può proiettare la nostra comunità verso il futuro senza dover per forza rinnegare il passato, un futuro che veda lo sviluppo di una economia legata al turismo e al commercio.
La vivibilità del Centro Storico diventa così pre-requisito essenziale per lo sviluppo economico e sociale della nostra città.
Rivedere il ‘piano’ Centro Storico vuol dire inevitabilmente ridiscutere la viabilità al suo interno, gli spazi pedonali, il ruolo degli esercenti e della sua abitabilità.
Riteniamo che la realizzazione di percorsi culturali che trovino sinergie nella storia, nelle arti e nell’avanguardia culturale si completi con la creazione di un Campus universitario, riqualificando l’attuale area ospedaliera – con una ampia zona di giardini ad uso pubblico.
Prato essendo in una situazione felice (al di qua degli Appennini e di fatto ponte tra il continente e il Mediterraneo) può sviluppare progetti di permanenza media e lunga per studenti superiori ed universitari in vari campi. Tra l'altro l'incontro tra una gioventù europea e quella dell’ altra sponda del Mediterraneo (ad es. ma non solo) comporterebbe l'abbattimento di stereotipi e migliorerebbe l'inclinazione dei nostri ragazzi a viaggiare (che purtroppo non è elevata).
Ridare quindi dignità aI centro con un primo importante intervento sul Bastione delle Forche ristrutturato ad uso museale, con esposizione dei reperti archeologici dell’area etrusca di Gonfienti. Sarà questa la nuova porta di accesso “alla città vecchia”, il suo biglietto da visita.
Pensiamo ad un Centro Storico con un arredo urbano adeguato con fioriere, luci e con iniziative che vedano cittadini e commercianti coinvolti nella grande ripresa della città, non solo turismo ma anche rilancio di attività artigiane che lo rappresentino.
Ci impegneremo per un confronto costante con tutti coloro che, condividendo questo cammino, vogliano attivarsi con iniziative culturali e non solo (pensiamo alla notte bianca, ad iniziative all’interno del Castello dell’Imperatore etc.), e soprattutto vogliamo realizzare un “evento” che faccia di Prato una città di attenzione a livello internazionale (Vedi Festival di Giffoni) .
Le Amministrazioni dovranno incentivare percorsi formativi che stimolino l’iniziativa privata anche attraverso borse di studio ( con progetti sull’arredo urbano, riqualificazione del centro storico etc..) al fine di concretizzare per i giovani nuove opportunità.
Questo percorso di rinnovamento del Centro storico dovrà trovare corrispondenza con interventi nelle periferie per la loro inclusione in un progetto di rinascita complessivo della città.
Bisogna favorire un nuovo rinascimento socio-culturale di cui abbiamo bisogno e nel quale soprattutto dobbiamo credere.
Credere che ancora sia possibile riemergere da una contingenza che può sembrare senza via di uscita ma che tale non è.

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