giovedì 28 agosto 2014

Tre mozioni da approvare in maniera bipartisan

PRATO. Tre mozioni che mi auguro ricevano un’approvazione bipartisan. Mettere un tetto massimo ai gettoni dei consiglieri comunali per le loro presenze nelle commissioni, finanziare il progetto “Comunque sorrisi” dell’Associazione nazionale dentisti italiani e concedere dei permessi temporanei gratuiti nel parcheggio dell’ospedale Santo Stefano alle persone che hanno la necessità di prestare assistenza continuativa e giornaliera ad ammalati gravi, sono tre mozioni sottoscritte dalle consigliere comunali Rosanna Sciumbata e Marilena Garnier che spero vengano discusse e approvate già nel prossimo consiglio comunale di Prato. Credo che non ci sia forza politica che voglia assumersi la responsabilità di dire no al tetto massimo di due gettoni di presenza al mese per i consiglieri comunali in una logica di contenimento della spesa pubblica. Così come mi auguro ci sia unanimità nell’autorizzare la ricerca di quei pochi fondi che servono per permettere ai dentisti volontari di portare avanti il progetto Comunque sorrisi e curare la parte della popolazione più bisognosa. Per quanto riguarda i permessi temporanei gratuiti per il parcheggio dell’ospedale, credo che non solo i casi siano limitati ma anche facilmente certificabili dai medici e quindi, anche in questo caso, la mozione della Lista civica sia degna dell’approvazione bipartisan. Rosanna Sciumbata e Marilena Garnier hanno cominciato con lo spirito giusto questa legislatura e sono convinto riusciranno a dare un valido contributo affinchè in consiglio comunale vengano approvati sempre e soltanto provvedimenti a favore dei cittadini pratesi.

sabato 23 agosto 2014

Petrella (ScpI): Sistema idrico gruviera a Prato, serve un intervento straordinario di Publiacqua

PRATO. "La rete idrica di Prato è una gruviera. Ci sono centinaia di perdite e la gente è esasperata. Chiedo che l'amministrazione comunale faccia sentire la sua voce nei confronti di Publiacqua affinché provveda in maniera straordinaria a questa situazione straordinaria". A dichiararlo è Pasquale Petrella, di Scelta civica per l'Italia e capolista di Scelta per Prato che ha contribuito all'elezione di Matteo Biffoni a sindaco di Prato.

"Prato è una delle città in cui le tariffe dell'acqua sono fra le più alte d'Italia e quindi è inaccettabile che un bene primario venga così disperso nelle fogne. Le centinaia di perdite ben visibili lungo le strade di Prato, sono delle ferite aperte che i cittadini, giustamente, non vogliono giustificare col fatto che l'acqua non costa nulla a Publiacqua – continua Petrella – E' una situazione straordinaria ed è giusto che Publiacqua vi provveda in via straordinaria mettendo in campo più squadre di operai addetti alle riparazioni".

" E se fosse necessario – conclude Petrella di Scelta civica per l'Italia - questo è il momento di dare lavoro ad altre ditte oltre a quelle già sotto contratto con l'azienda. Dai rubinetti, in alcuni casi, esce acqua marrone segno evidente di una contaminazione della rete idrica. Si tratta di una emergenza e mi auguro che l'Amministrazione faccia sentire la sua voce verso Publiacqua".

domenica 22 giugno 2014

Giovani sfruttati e ricattati come soci lavoratori in pseudo cooperative

PRATO. "Mettiamo la parola fine a condizioni di lavoro e di vita inaccettabili". Ha perfettamente ragione il sindaco Matteo Biffoni a pronunciare queste parole. Con i funerali degli operai cinesi bruciati vivi nella fabbrica dormitorio del 1 dicembre dell’anno scorso torna l’attenzione su quelle che sono le condizioni in cui si trova a lavorare e vivere a Prato la stragrande maggioranza degli operai cinesi impiegati nel cosiddetto distretto parallelo dell’economia pratese. Una situazione che il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha deciso di combattere allestendo una numerosa task force di ispettori da affiancare alle attuali strutture ispettive già presenti sul territorio ma fino ad oggi rivelatesi insufficienti per arginare il fenomeno. Il mio auspicio è che, caduta anche la giunta di centrodestra che ha avuto occhi aperti solo e soltanto per accertare le irregolarità presenti nel mondo lavorativo gestito dagli orientali, si torni a guardare al mondo del lavoro senza dargli né colore né razza, perché così ci si può accorgere che anche gli italiani non stanno molto meglio. Mi auguro che finalmente si prenda in considerazione anche il mondo di alcune cooperative dove i nostri giovani non solo vengono sfruttati con salari da fame ma anche tenuti in condizioni di soggezione con ricatti, e dove prestano la loro attività spesso in condizioni di totale insicurezza e con datori di lavoro senza scrupoli. La paga di un socio lavoratore di queste cooperative è di 6,93 euro l’ora (vi allego una busta paga), che non comprende solo il lavoro orario bensì anche quota della tredicesima e della quattordicesima oltre alle ferie e alle eventuali malattie. E sono sempre 6,93 euro l’ora sia che si lavori di giorno che di notte, nei turni feriali che in quelli festivi. Si tratta di condizioni contrattuali di un secolo fa ma che vengono applicate oggi ai giovani pratesi. Non comprendo come mai anche i sindacati fino ad oggi abbiano sottaciuto su questo fronte, e non può certo dirsi che non abbiano degli associati fra i dipendenti di queste pseudo cooperative che prendono gli appalti e mettono a disposizione delle aziende i loro soci lavoratori che vanno, di fatto a far parte dell’organico di aziende che hanno il lavoro ma non hanno dipendenti. Sono i titolari di queste aziende ad organizzare il lavoro e far svolgere le mansioni lavorative, giorno per giorno, ai soci lavoratori delle cooperative che però non sono loro dipendenti. Un’anomalia tutta italiana. E così scopriamo che a Prato esistono cooperative con 300, 400, 500 soci lavoratori ognuna. Manovalanza a basso costo per una economia drogata. Il mondo del lavoro pratese ha bisogno di tornare a rispettare le regole e deve farlo su tutti i fronti. Faccio mie quindi le parole del sindaco Matteo Biffoni pronunciate durante il funerale dei sei cinesi: Mettiamo la parola fine a condizioni di lavoro e di vita inaccettabili. Quindi facciamo i controlli nelle ditte degli orientali ma facciamoli anche in quelle degli italiani perché è in molte di queste che vengono sfruttati i nostri giovani.