martedì 5 novembre 2013

La ricostruzione dell'Aquila e lo spreco dei fondi dell'Europa

PRATO. L'orgoglio italiano finisce sotto i piedi leggendo la relazione di Soren Sondergaard che ha realizzato un dossier per l'Europa sui costi sostenuti per la ricostruzione dell'Aquila dopo il sisma del 6 aprile del 2009: le new town sarebbero costate il 158% in più dei prezzi di mercato; solo il calcestruzzo sarebbe stato pagato 4 milioni di euro in più del previsto e 21 milioni in più sarebbero stati spesi per i pilastri dei palazzi. Il danese Sondergaard, membro della Cont (commissione di controllo del bilancio di Bruxelles) è venuto in Italia per indagare su dove e come fossero stati spesi gli stanziamenti comunitari. Il suo report è agghiacciante, siamo riusciti ancora una volta a dimostrare di avere delle classi politiche ed imprenditoriali del tutto inaffidabili. Non solo i costi sono lievitati oltre ogni logica ma molti dei lavori eseguiti non sono stati fatti neppure a regola d'arte. Il servizo di Attilio Bolzoni su La Repubblica che riporta questi dati squarcia un altro velo su quello che è l'opinione che Bruxelles ha dell'Italia e degli italiani. Purtroppo non siamo affidabili: troppi ladri, troppi disonesti. Soldegaard parla anche di evidenti infiltrazioni mafiose negli appalti facendo una semplice comparazione fra le ditte che hanno preso i lavori in subappalto e verificando il rispetivo pedigree. Semplici verifiche che avrebbero dovuto fare gli organi di controllo italiani e che non hano fatto. D'altronde se i prezzi lievitano del 158% non è stato chiuso solo un occhio. Come possiamo continuare a voler essere europei e a beneficiare delle opportunità che l'Europa ci offre se sistematicamente dimostriamo di non essere un popolo affidabile ed onesto? Il popolo dell'Abruzzo ha bisogno di case antisismiche e di un capoluogo di regione che possa tornare a vivere in tutta sicurezza. Ed invece la stragrande maggioranza dei fondi stanziati proprio per questo, secondo il report di Soren Sondegaard, finiscono in sprechi e nelle tasche di gente di malaffare. Occorre un cambio di passo. Un cambio di mentalità. Resta da capire come possiamo riuscire a farli nel più breve tempo possibile. Sì, perchè le prove d'appello dell'Europa stanno per finire mentre le necessità dell'Italia aumentano. (p.p.)

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