venerdì 26 novembre 2010

CRISI SASCH, CENNI HA FALLITO COME IMPRENDITORE E COME POLITICO. DEVE DIMETTERSI DA SINDACO


di Pasquale Petrella

PRATO - Una istanza di fallimento per il Gruppo Sasch è stata presentata in Tribunale a Prato da una ditta di confezioni gestita da un cinese che vanta poco più di duecentomila euro nei confronti dell’azienda campigiana. Una procedura normale e non ci sarebbe nulla di male in una situazione ordinaria in cui un’azienda in crisi non riesce a tener fede ai propri impegni con i fornitori. L’anomalia del Gruppo Sasch però nasce dall’azionista di riferimento che è il sindaco di Prato Roberto Cenni che, proprio nella sua veste di uomo politico ha sempre dichiarato che la sua azienda non dava lavoro ai cinesi a Prato e che la sua battaglia era ed è per salvaguardare l’identità dei pratesi.
Vi ricordate la campagna elettorale del centrodestra con i manifesti che recitavano “Mattei e Carlesi=cinesi” per denigrare l’ex sindaco ed il candidato a sindaco del centrosinistra? Un manifesto per dire che era stato il centrosinistra a dare spazio alla comunità orientale in città e che mai uno del centrodestra si sarebbe prestato ad agevolare la loro presenza sul territorio. Ebbene la verità dei fatti dice che il sindaco Cenni ha mentito. Non solo la sua azienda dava il lavoro a questa ditta di confezioni cinese ma non l’ha neppure pagata, così come ha fatto con i tantissimi altri creditori pratesi che sono in seri problemi economici per l’incapacità del Gruppo Sasch a far fronte con un piano industriale serio alla crisi del settore.
L’uomo industriale Cenni ha fallito e i centosessantamilioni di passivo del Gruppo Sasch lo sta a dimostrare, l’uomo politico Cenni ha ugualmente già fallito perché se fossimo negli Usa per lui ci sarebbe l’impeachment per aver raccontato bugie ai pratesi facendo credere loro che lui alla pratesità ci tiene. Premesso questo, Italia dei Valori chiede al sindaco Cenni di avere la bontà di dimettersi e tornare ad occuparsi della Sasch per cercare di tirarla fuori dalle sabbie mobili in cui si trova. Ci sono migliaia di famiglie appese al destino di quell’azienda e questa dovrebbe essere l’unica preoccupazione di Cenni.
Quanto a chi lo sostiene in Comune, siamo curiosi di capire che cosa farà adesso la Lega Nord. Se fossero coerenti con le loro idee, l’assessore Matteo Grazzini dovrebbe rimettere il suo mandato immediatamente e i consiglieri leghisti dovrebbero negare d’ora in poi il sostegno ad un sindaco che ha dato lavoro ai cinesi. Cosa per loro inconcepibile. Ma siccome siamo convinti che i leghisti tengano molto alle poltrone più che alle idee allora troveranno sicuramente una giustificazione per rimanere nei loro posti.

Pasquale Petrella
membro Segretario provinciale
IDV Prato

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