lunedì 15 novembre 2010

CONFISCA DEI CAPANNONI, IL MINISTRO MARONI SMENTITO DAL SUO STESSO DECRETO LEGGE



PRATO - Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni continua a dire cose che poi non riflettono la realtà, ingannando a volte la buona fede dei cittadini altre le loro legittime aspettative. Se la vicenda della marocchina Karima - ormai a tutti nota con l’appellativo di Ruby Rubacuori - ha avuto una ricostruzione del tutto personale da parte del Ministro dell’Interno della Lega Nord circa quanto accaduto nella questura di Milano la notte tra il 27 ed il 28 maggio scorso (una versione già smentita dal pubblico ministero del tribunale dei Minori, Annamaria Fiorillo), altrettante discordanze riscontriamo su quanto contenuto nel Decreto legge 12 novembre 2010 n. 187 che all’articolo 9, per quanto riguarda le modifiche alla legge 24 novembre 1981, n. 689, in materia di confisca, dice cose diverse da quelle che lo stesso Ministro aveva pubblicamente annunciato solo una settimana prima. Il 5 novembre scorso il leghista Maroni annunciava in conferenza stampa che “....Nell'ambito della sicurezza urbana una norma che vuole colpire le connivenze tra chi mette a disposizioni delle strutture a pagamento, capannoni, e chi esercita in quelle strutture attività di lavoro illecito, consentiamo la confisca delle cose destinate a commettere illeciti amministrativi – recita la trascrizione originale della dichiarazione di Maroni - Oggi chi mette a disposizione una struttura all'interno della quale si svolge un'attività di lavoro senza nessun rispetto delle regole rischia solo una piccola ammenda, noi prevediamo una sanzione molto grave perché spesso c'è la connivenza tra chi affitta questi immobili e chi ci svolge attività prevediamo la confisca”. Una dichiarazione forte e in sintonia con le richieste che la Giunta di centrodestra di Prato gli aveva rivolto. Non a caso il Ministro aveva parlato di “norma Prato” affermando: “… è una norma che ci è venuta in mente osservando come sono organizzate questo tipo di attività illecite in alcune realtà italiane, in particolare nella zona di Prato – recita ancora la trascrizione originale della conferenza stampa del Ministro Maroni - Il contrasto alle attività illecite, le continue ispezioni dell'ispettorato del lavoro e della guardia di finanza ci hanno consentito di valutare questa connivenza che non aveva una sanzione adeguata e per colpire efficacemente queste attività illecite, la contraffazione di merce e il lavoro nero, consentiamo la confisca anche di chi dà in locazione gli immobili.” Chi avrebbe mai avuto dubbi all’indomani di queste dichiarazioni che il decreto legge avrebbe detto qualcosa di diverso? Nessuno, ed invece è successo. Il dl di venerdì scorso all’articolo 9, in merito alle “Modifiche alla legge 24 novembre 1981, n. 689, in materia di confisca” dice: 1. All'articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, dopo il terzo comma è inserito il seguente: «In presenza di violazioni gravi o reiterate, in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro, è sempre disposta la confisca amministrativa delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione e delle cose che ne sono il prodotto, anche se non venga emessa l'ordinanza - ingiunzione di pagamento. La disposizione non si applica se la cosa appartiene a persona estranea alla violazione amministrativa.». In un colpo solo il Dl ha cancellato tutto quello che aveva annunciato il Ministro. Una bella coerenza non c’è che dire. Non solo non si potranno confiscare i capannoni ma presto non si potranno confiscare neppure i macchinari perché sono convinto che i cinesi, contro i quali il provvedimento era stato studiato, intesteranno ad altri le taglia e cuci, le macchine ed i furgoni e quindi la norma diventerà del tutto inutile. Insomma sembra che i primi ad essere delusi e arrabbiati col ministro Maroni siano proprio i suoi compagni di partito di Prato, ovvero i leghisti guidati dall’eurodeputato Claudio Morganti. E così, ancora una volta, la Lega Nord se la canta e se la suona da sola. Peccato che in mezzo ci siano i cittadini che vorrebbero credere alle parole di un Ministro ed invece devono registrare l’ennesima giostra di spot finalizzati solo al populismo più becero. Ma il re è nudo e con Berlusconi cadrà anche Maroni.
Pasquale Petrella

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