lunedì 23 novembre 2009

ALTER MUNDI, DONADI (IDV): I RESPINGIMENTI SONO DISUMANI; GOVERNO SOTTO SCACCO DELLA LEGA NORD

PRATO - “La legge nazionale 94 del 2009 sull’immigrazione è una porcata. Non risolve i problemi, anzi li peggiora”, “No, è la legge regionale 29 di quest’anno che è fuori da ogni logica”. E’ stato più o meno questo il leit motiv degli interventi che si sono succeduti intorno al tavolo in Palazzo Novellucci a seconda del relatore di centrosinistra o di centrodestra che si è alternato al microfono. L’occasione l’ha fornito il convegno sul tema “Le nuove norme regionali e nazionali sull’immigrazione: conseguenze pratiche e implicazioni costituzionali” organizzato dalla Provincia e dal comune di Prato nell’ambito della manifestazione Alter Mundi. Una manifestazione mai come quest’anno seguita e partecipata. Gli interventi sono partiti con l’introduzione della professoressa Cecilia Corsi dell’Università di Firenze che ha dato un quadro generale e cronologico delle leggi sull’immigrazione che si sono succedute negli ultimi anni ed è poi proseguito con gli onorevoli Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera dei deputati che ha denunciato come disumani i respingimenti messi in atto dal Governo Berlusconi e come la legge sia nata sotto il ricatto della Lega Nord; intervento rintuzzato dall’onorevole Andrea Mazzoni del Popolo delle Libertà che ha fatto notare come anche Zapatero stia adottando la stessa politica senza essere definito razzista. Inoltre Mazzoni ha lanciato un no secco ad eventuali concessioni di cittadinanza agli stranieri seguendo vie brevi, ma ha evitato di rispondere se il Governo italiano si pone o non il problema di cosa succede agli extracomunitari respinti e detenuti nei centri libici.
Poi la discussione è scesa sul regionale con le accuse del capogruppo del Pdl nel Consiglio regionale, Alberto Magnolfi, verso la legge regionale ritenuta troppo permissiva verso gli stranieri soprattutto in materia di assistenza; e la risposta veemente dell’assessore regionale del Partito Democratico, Gianni Salvadori che ha spiegato come la legge sia lungimirante perché tiene conto che il fenomeno immigratorio non sia marginale e transitorio ma che vada regolamentato e disciplinato anche se è un “cambiamento che crea inquietudine”. E quando Mazzoni ha chiesto il perché la Toscana non si doti di un Centro di identificazione ed espulsione, Salvadori ha provocatoriamente risposto che se Prato decide di volerlo sul proprio territorio se ne può anche parlare. L’assessore comunale Giorgio Silli (Pdl) ha accolto l’invito dicendo che Prato è pronto a farlo ma, dopo uno sguardo con l’onorevole Mazzoni ha modificato la risposta “Siamo pronti a condividere un percorso per avere un Cie in Toscana e quindi anche a Prato”. A chiudere i lavori è stata l’assessore provinciale Loredana Ferrara che dopo aver espresso parole di apprezzamento per la legge regionale e criticato quella nazionale, oltre all’atteggiamento tenuto dalla giunta del Comune di Prato nell’approcciarsi con il fenomeno dei migranti, ha ringraziato gli extracomunitari che hanno partecipato all’incontro e portato le loro toccanti testimonianze sulle difficoltà che incontrano nel far valere i propri diritti dopo aver assolto ai tanti doveri che lo Stato italiano gli impone.

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