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mercoledì 21 dicembre 2011

Barbato a Prato: Crisi economica e imprenditoria illecita



PRATO – In questi giorni è sotto i riflettori nazionali per le riprese nascoste fatte alla Camera in cui viene ripreso l‘onorevole Razzi che dichiara il perché il 14 dicembre di un anno fa ha cambiato bandiera, uscendo dall’IdV, per poter dare la fiducia all’allora governo Berlusconi. Riprese che hanno confermato come un anno fa sia stata scritta una delle pagine più vergognose della politica degli ultimi anni. E lui, l’onorevole Francesco Barbato, capogruppo dell’Italia dei Valori nella VI Commissione Finanze alla Camera dei deputati, sarà a Prato sabato 24 dicembre.

L’onorevole Francesco Barbato sarà nel salone consiliare del comune di Prato a cominciare dalle 10 per il convegno sul tema: Crisi economica ed imprenditoria illecita. Le ricadute sulla realtà finanziaria e produttiva di Prato. Ad introdurre l’incontro con gli esponenti delle istituzioni e delle categorie economiche e produttive di Prato e con i cittadini che sono invitati a partecipare, sarà Aurelio Donzella, capogruppo dell’IdV in Comune.

giovedì 26 maggio 2011

I cinesi e le bugie dell'assessore Silli



PRATO - "In base ai dati in nostro possesso i cinesi se ne stanno andando". Queste sono le testuali parole dell'assessore all'integrazione del comune di Prato, Giorgio Silli, nell'intervista rilasciata a Tv Prato. Peccato che quel servizio nasceva proprio sul fatto che l'Ufficio Anagrafe ha rivelato i numeri statistici della popolazione pratese nell'ultimo anno. Ebbene, quei numeri dicono che a Prato i cinesi sono aumentati di 1050 unità negli ultimi dodici mesi. L'assessore Silli, oltre ad aver fatto una brutta figura con i telespettatori di Tv Prato, ha anche dimostrato di non conoscere la realtà pratese. Forse è lui la prima vittima di qualche suo collega di giunta che ha fatto della guerra ai cinesi l'unica logica di amministratore e oggi, a due anni dall'inizio del suo incarico, si trova a dover mentire per dimostrare che sta tenendo fede alle sue promesse elettorali: se mi eleggete, entro sei mesi i cinesi ve li mando via. I mesi sono quasi ventiquattro e i cinesi residenti continuano ad aumentare.
Il fenomeno dell'immigrazione non può essere affrontato nè con slogan populisti nè raccontando le bugie. La giunta di centrodestra che guida Prato con in testa il sindaco Roberto Cenni, ha fallito su questo fronte ed è bene che ne prenda atto.
Da più parti si parla di un rimpasto di giunta di metà mandato. Prima che la decida il sindaco forse qualche assessore farebbe bene a dare le proprie dimissioni. Farebbe una figura migliore.

domenica 12 luglio 2009

CINESE ACCOLTELLATO A MORTE ALLA FESTA DELL'UNITA'

PRATO - Un ragazzo cinese di diciassette anni è stato accoltellato a morte ieri notte alla Festa dell'Unità di Prato. Ad accoltellarlo sembra sia stato un altro giovanissimo orientale per motivi tutti da chiarire. Il tragico episodio è avvenuto verso le 23 e 30 nella zona riservata alle giostre ed esattamente accanto al Tagadà, l'ultima prima dei giardini. Sul caso indaga la polizia.
Intanto i vertici del PD si riuniranno in giornata per decidere di chiudere questa sera la Festa, in segno di lutto per la giovane vita spezzata.

mercoledì 1 luglio 2009

DOPO LA DENUNCIA DELL'IDV, IL BLITZ NELL'EX REGAL FILATI


Che nella ex Regal Filati non tutto filasse liscio lo sapevano in tanti a Narnali, soprattutto chi aveva la sfortuna di abitare vicino ai capannoni ed era costretto a convivere con rumori molesti tutta la notte, cumuli di rifiuti e così via. Le proteste e le lamentele erano culminate in una presa di posizione dell’Italia dei Valori con il candidato Pasquale Petrella che aveva portato in loco l’onorevole Evangelisti per un sopralluogo. Ora, si spera, tutto questo è finito.
Nel pomeriggio di ieri, una squadra interforze composta da agenti della Questura, personale della polizia municipale, vigili del fuoco, tecnici di Asl e Inps, coordinati dalla dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura, dottoressa iervasi, ha passato al setaccio la ex Regal, controllando sei ditte di confezioni cinesi, arrestando i titolari di due di loro e trovando complessivamente 14 clandestini. Alla fine sono stati sequestrati i quattro immobili che ospitavano le sei ditte. E’ stato anche ricostruito il complesso sistema che stava dietro agli affitti: l’intero immobile è infatti proprietà di un pratese che, nell’aprile del 2008, l’ha affittato per 121mila euro l’anno ad una società immobiliare gestita da cinesi che a sua volta dava in sub affitto le singole unità immobiliari ad altrettante ditte di confezioni.
La situazione all’interno dei capannoni era di estrema precarietà dal punto di vista igienico-sanitario con cucine di fortuna e bagni in comune, mentre i dormitori erano ospitati in cubicoli realizzati tramite pannellature, in parte soppalcate. I vigili del fuoco hanno rimosso 28 bombole di gas, detenute senza nessuna misura di sicurezza. Inoltre venivano sequestrati 128 macchinari tessili. In manette sono finiti i titolari delle due ditte che impiegavano manodopera clandestina. Sono stati arrestati anche due dei clandestini, visto che erano già stati espulsi con precedenti provvedimenti.
Soddisfazione per l’intervento delle Forze dell’ordine è stato espresso dall’Idv di Prato che, come ricordato, aveva denunciato la situazione dell’ex Regal Filati. (da NOTIZIE DI PRATO.IT)

sabato 30 maggio 2009

L'ONOREVOLE EVANGELISTI VISITA CHINA TOWN

PRATO - E’ nell’ex ReGal Filati in via Pistoiese, nel cuore di Narnali che si è formato un vero e proprio villaggio cinese, nascosto da occhi indiscreti grazie ad un enorme cancello e ad una struttura a ferro di cavallo che ne impedisce la visuale agli estrenai. L’enorme edificio che dovrebbe superare i tremila metri quadrati di superficie coperta, senza contare l’enorme piazzale centrale sovrastato da una tettoia, ospita centinaia di orientali e forse migliaia di macchine da cucire. Secondo i residenti della zona, che hanno già presentato alcuni esposti alla polizia, in quella struttura i cinesi non solo ci lavorano ma ci dormono e ci mangiano. Insomma i circa centocinquantamila euro all’anno di affitto pagati a Renato Galli, titolare dell’edificio, sono ammortizzati non solo con la produttività lavorativa ma anche col risparmio che i cinesi hanno nel non doversi preoccupare di affittare decine e decine di civili abitazioni per vivere dignitosamente.
Tutto questo è stato illustrato dal candidato al Consiglio comunale per l’Italia dei Valori, Pasquale Petrella, all’onorevole Fabio Evangelisti, vicepresidente del Gruppo dell’IDV alla Camera, che venerdì sera ha prima fatto un sopralluogo fra via Pistoiese e via Filzi, fermandosi al circolo Arci Curiel per capire la realtà ed i problemi presenti nella zona. Una visita finalizzata ad una interrogazione urgente da presentare alla Camera. L’onorevole Evangelisti, accompagnato da vari candidati dell’IDV con la stessa segretaria provinciale, Loredana Ferrara, si è poi spostato a Narnali, nel circolo Arci Renzo Grassi, per parlare di questo villaggio illegale che è sorto da circa un anno nella vecchia fabbrica della ReGal Filati.
“A Narnali solo chi abita vicino a quell’immobile si è accorto della preoccupante realtà che si trova all’interno – dice Petrella – I cinesi non usano il cancello che dà su via Pistoiese per entrare ed uscire con i loro furgoni. Bensì usano il cancello posteriore che dà su via Dosso Faiti, più appartato, in mezzo ai campi e quindi meno oggetto di attenzione. Ma quello che dà più fastidio ai residenti è soprattutto il rumore notturno visto che i cinesi lavorano prevalentemente durante la notte. Credo che il signor Renato Galli debba andare prima possibile a verificare se l’immobile che ha affittato ai cinesi non abbia subito modifiche edilizie e se vengano rispettati tutti i criteri d’uso di quei capannoni. C’è inoltre un commerciante della zona che consegna decine e decine di bombole di gas con cadenza quindicinale. Un ulteriore elemento di pericolo e che denoterebbe che la struttura è adibita anche ad alloggio abitativo”.
L’onorevole Evangelisti ha annotato tutto e presto presenterà una interrogazione parlamentare al Governo.

giovedì 28 maggio 2009

UN VILLAGGIO CINESE ILLEGALE NEL CUORE DI NARNALI

PRATO - Un villaggio abusivo cinese nel cuore di Narnali. Li vedono a decine mentre aspettano la Lam alla fermata davanti al circolo Renzo Grassi a Narnali. Ma pochi sanno dove vivono. Gli orientali compaiono e scompaiono col passaggio della Lam verde. A scoprire dove vivono è stato il candidato al Consiglio comunale dell'Italia dei Valori, Pasquale Petrella che domani sera (venerdì 29 maggio) lo denuncerà all'onorevole Fabio Evangelisti, invitato apposta per rendersi conto della realtà cinese presente a Prato affinchè presenti una interrogazione urgente al Parlamento. "Di Ministri e sottosegretari del Centrodestra ne abbiamo visti fin troppi in questi ultimi tempi - dice Petrella - Ma di provvedimenti per risolvere la situazione cinese a Prato ne sono stati adottati ben pochi. L'organico delle forze dell'ordine è rimasto sempre lo stesso, anzi è diminuito, gli ispettori del lavoro sono sempre gli stessi, così come nessuna direttiva è stata inviata per dare un segnale concreto contro l'illegalità dilagante della realtà cinese. Il Governo di centrodestra che pure ha in un leghista come Maroni il proprio Ministro dell'Interno, è bravo solo a gettare fumo negli occhi dei pratesi e di tutti gli italiani. Il Comune di Prato dovrà fare da solo e per questo sarà necessario assumere nuovi vigili urbani".
Il vecepresidente del Gruppo dell'IdV alla Camera, l'onorevole Fabio Evangelisti arriverà a Prato domani sera (venerdì 29 maggio) verso le 20, incontrerà i cittadini lungo via Pistoiese e via Filzi, nella zona tristemente famosa come la china town pratese. La visita permetterà a Pasquale Petrella di illustrare all'onorevole Evangelisti le gravi anomalie presenti in quella zona con una comunità cinese troppo spesso propensa a non rispettare le più elementari regole del vivere civile. Cartelli scritti quasi esclusivamente in cinese, rifiuti abbandonati vicino ai cassonetti dell'Asm, il cattivo odore che circonda molte realtà gestite dagli orientali, i biglietti con gli annunci che tappezzano pareti intere di alcune case e negozi della zona.
Dopo l'incontro con i cittadini in via Pistoiese Pasquale Petrella proseguirà con l'onorevole Evangelisti per il circolo Arci Renzo Grassi a Narnali per un aperitivo, dove verrà denunciato il "villaggio abusivo cinese" presente nel cuore di Narnali ma che in pochi conoscono nonostante ospiti centinaia di orientali che lavorano, mangiano e dormono in un'area di oltre tremila metri quadrati. Un piccolo villaggio composto da neonati, tanti bambini e centinaia di adulti con le immancabili tagliaecuci, nascosto dietro un grande cancello nel cuore di Narnali.

mercoledì 29 aprile 2009

CINESI, I CONTROLLI CI SONO MA SERVONO PIU' UOMINI PER LE FORZE DELL'ORDINE


PRATO - Sei aziende e decine di capannoni sequestrati, assieme a 280 mila prodotti e 7 chilometri di tessuto contraffatto. L'iniziativa delle fiamme gialle ha portato anche all'arresto di quattro persone, a compiere controlli fiscali su 50 imprese e sui proprietari degli immobili delle aziende. Scoperti anche 70 lavoratori in nero. E' questo l'esito di una brillante opreazione della Guardia di Finanza di Prato diretta a reprime l'illegalità nel mondo delle aziende gestite da cinesi. L'operazione è stata definita dai finanzieri come una delle più importanti d'Italia mai fatti all'interno delle comunità cinesi.
Questa operazione è anche la chiara risposta a quanti vorrebbero far passare l'idea che a Prato i cinesi possono fare tutto quello che vogliono perchè nessuno li controlla. Le indagini e le oprazioni delle forze dell'ordine sono quasi settimanali, se ci fossero più uomini e più mezzi, i controlli e gli accertametno potrebbero subire anche una ulteriore accelerazione. Ma su quest'ultimo fronte è il Governo che deve intervenire asumendo nuovo personale da destinare ai comandi pratesi.
Da notare che nelle situazioni di illegalità non ci sono solo i cinesi bensì anche molti italiani che ci lucrano: i finanzieri hanno accertato che una ditta era in affitto in comodato gratuito. E' ovvio che in realtà i cinesi pagavano profumatamente e che i proprietari pratesi evadevano le imposte.
Credo che ci sia bisogno non solo di controlli delle forze dell'ordine per arginare il fenomeno della illegalità cinese ma anche di una maggiore coscienza etica e civile di quei pratesi sempre pronti a parlare male degli extracomunitari salvo poi affittar loro i capannoni a cifre esorbitanti, sapendo che i cinesi in quei capannoni ci vanno a lavorare, mangiare, vivere giorno e notte con intere famiglie.

lunedì 13 aprile 2009

PRATO, RICONQUISTIAMO CHINATOWN

PRATO - Via Pistoiese e via Filzi, il cuore della chinatown pratese, ha urgente bisogno di un intervento pubblico per dare regole e pulizia. Un dovere soprattutto verso quei pratesi che in quella zona ancora ci vivono e che è doverso far vivere senza sentirsi degli estranei. L'Amministrazione comunale ha il dovere di far sentire la sua presenza e può farlo solo mettendo una pattuglia di vigili che tenga una presenza costante nella zona, solo se riesce a dare risposte tempestive alle esigenze e alle richieste di chi vi abita. Un confronto serio e costruttivo è necessario farlo anche con i rappresentanti della Comunità cinese, a cominciare dal console.
Prato non deve rinunciare a quel pezzo della città. La strategia dei cinesi è ormai chiara: i prezzi delle case degli italiani che ancora ce l'hanno in quella zona, li fanno le agenzie dei cinesi e sono ovviamente prezzi molto bassi. Sono i cinesi e a dettare le regole, a riempire i muri di biglietti o di scritte con i pennarelli. Stanno diventando sempre più arroganti forse a causa dell'incapacità dell'Amministrazione di punirli e di far rispettare le leggi. Occorre un moto di ribellione da parte degli stessi cittadini, una ribellione positiva, diretta a riconquistare il territorio con iniziative e manifestazioni civili.

Via Pistoiese e via Filzi stanno diventando come via Sarpi a Milano. E' difficiile percorrere i marciapiedi perchè ci si trova i carretti dei fornitori che li ostruiscono, è difficile passare vicino ai cassonetti puzzolenti e pieni di rifiuti di ogni genere, spesso accatastati all'inverosimile. La raccolta differenziata non è mai cominciata fra i cinesi.

Serve il coraggio di fare. Non bastano più le buone intenzioni.

venerdì 6 febbraio 2009

Rapina con sequestro in casa di Xu Qui Lin, proprietario della Giupel

PRATO - Un'aggressione brutale. Un'aggressione che ha coinvolto anche dei bambini di 4, 5 e 7 anni, i figli di Xu Qiu Lin. E' un episodio gravissimo quello che si è consumato lo scorsa martedì notte nella casa dell'imprenditore cinese titolare della Giupel. Tre banditi sequestrano i figli e la badante per quasi quattro ore in attesa che rientri il capofamiglia per rapinarlo. Lui ha solo mille euro, troppo pochi per le aspettative dei banditi che lo picchiano e accoltellano, per fortuna in maniera non grave anche se ne porterà sul volto i segni per tutta la vita.
Il pronto intervento della polizia ha permesso l'arresto di uno dei tre malviventi ed evitato il peggio.

E' evidente che questo episodio fa fare un salto di qualità alla criminalità cinese ed è evidente che bisogna cominciare a chiedersi come si può arginare il fenomeno. La comunità cinese deve essere la prima a fare un passo avanti verso la legalità: deve denunciare i clan malavitosi che si annidano al suo interno; deve fare muro contro quella mentalità arcaica e propria degli orientali di tacere contro i prepotenti.

Un plauso alla polizia che ha saputo intervenire con tempestività e con efficacia. Un bandito è stato arrestato ma presto il cerchio potrebbe chiudersi anche intorno agli altri due.