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sabato 10 marzo 2012

No Cenni Day. Sindaco dimettiti!!!

PRATO - "Non vediamo Cenni di cambiamento; questo centrodestra rappresenta la bancarotta della politica". " Se veramente ami Prato, sindaco dimettiti. E' l'etica della politica a chiedertelo". Con questi slogan l'Italia dei Valori di Prato invita tutti i cittadini, i partiti (hanno già aderito pubblicamente Sinistra ecologia e libertà e Federazione della Sinistra), le associazioni e le organizzazioni che credono in una politica pulita, trasparente e lontana dalle aule di giustizia a patecipare domani pomeriggio (11 marzo) alle ore 16 ad un incontro in piazza del Comune dove l'IdV sarà presente con un proprio gazebo e distribuirà volantini che chiedono le dimissioni del sindaco di Prato dopo che quest'ultimo è stato raggiunto da un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta relativamente al crack da quasi duecento milioni di euro della Sasch di cui Roberto Cenni era azionista di riferimento. La richiesta di dimissioni da parte dell'IdV arriva solo e soltanto per questa accusa che la magistratura rivolge al sindaco e non certo per il fallimento della Sasch, rischio che - purtroppo - ogni imprenditore può correre. Fallire è ammissibile, creare una bancarotta fraudolenta no, perchè questo significa aver derubato i propri creditori e i propri dipendenti che ora si trovano in mezzo ad una strada. Cenni lasci la politica e chiarisca con la magistratura la sua situazione, Prato non può star dietro alle sue beghe personali, ha bisogno di avere un sindaco a tempo pieno.
Un sindaco indagato per bancarotta fraudolenta non è un buon biglietto da visita per la città.

lunedì 17 ottobre 2011

Istanza di fallimento per la Sasch del sindaco Cenni


PRATO – Il fallimento di un’azienda è una sconfitta per tutti. Per gli imprenditori titolari, che non hanno saputo tenerla a galla, per i dipendenti che si trovano senza lavoro, per i fornitori-creditori - che potrebbero a loro volta essere trascinati nel tunnel della crisi - per l’intero sistema dell’economia che viene a perdere un soggetto che, un tempo, produceva ricchezza.
La richiesta di fallimento in proprio presentata dalla Sasch il cui azionista di riferimento è Roberto Cenni, sindaco di Prato, rappresenta a livello economico un altro brutto segnale per il distretto tessile pratese e questo all’Italia dei Valori dispiace moltissimo e c’è piena solidarietà verso tutti coloro che si trovano o si troveranno in grande difficoltà per questo fallimento.
A livello politico però non possiamo non esimerci dal dichiarare il grande imbarazzo in cui ci troviamo nel dover sottolineare che il fallimento riguarda in via diretta il sindaco della nostra città. Ed è un imbarazzo che, ci dispiace sottolinearlo, lo avevamo evidenziato già quando erano apparsi i primi segnali inequivocabili di quello che, con opportune strategie, è stato trascinato fino ad oggi. Siamo dispiaciuti per la richiesta di fallimento perché vorremmo che le aziende fossero tutte sane e producessero posti di lavoro e ricchezza, ma nel caso della Sasch siamo allo stesso tempo fortemente indignati per quelli che ci sembrano degli espedienti di basso livello trovati dagli amministratori per trascinare da una parte l’agonia dell’azienda e dall’altra – di pari passo - far crescere l’indignazione dei creditori che da anni aspettano di riscuotere il loro lavoro e le loro forniture. Era stato paventato un concordato preventivo, era stato paventato l’interessamento di una cordata di imprenditori per salvare il gruppo industriale e oggi, a distanza di oltre un anno, ci accorgiamo che in realtà la cordata di imprenditori non ha presentato nessuna richiesta e che i conti non tornano.

Espedienti che gettano una bruttissima luce su chi sta gestendo la Sasch e, di riflesso, sul suo azionista di riferimento, ovvero il sindaco di Prato Roberto Cenni.
Per questo l’Italia dei Valori chiede ancora una volta al primo cittadino di Prato di riflettere bene circa il proprio futuro. Prato non ha bisogno di sindaci che gli procurano imbarazzo. Oggi scopriamo che la Sasch presenta una istanza di fallimento in proprio. Domani cosa ci diranno i curatori fallimentari? La contabilità del Gruppo è limpida o dovremo aspettarci qualcosa che dal fallimentare passa al penale?
Se l’Italia è bene che si prepari alle elezioni politiche a primavera , Prato farebbe bene a pensare a quelle amministrative.

sabato 15 ottobre 2011

Sottopasso di via Ciulli, la Procura sbugiarda l'Amministrazione di Centrodestra


PRATO - Il procuratore della Repubblica di Prato ha dichiarato pubblicamente che il Comune guidato da un’amministrazione di centrodestra (Pdl+Udc+Lega Nord+Fli) con a capo il sindaco Roberto Cenni non ha presentato alcuna richiesta di dissequestro del sottopasso di via Ciulli dove oltre un anno fa morirono annegate tre donne orientali. Con questa dichiarazione del procuratore capo Piero Tony la giunta di Prato è nuda di fronte alle proprie responsabilità: dopo dodici mesi e dieci giorni non è stata capace di presentare un progetto di messa in sicurezza del sottopasso e non ha avuto neppure il coraggio di presentare domanda di dissequestro. E se fino ad oggi la risposta degli amministratori circa i ritardi della riapertura del sottopasso venivano addossati alla magistratura che stava facendo le indagini e lo aveva sequestrato, ora sappiamo che è una bugia. I residenti di Narnali, Galciana e di tutti coloro che circolano in quella zona e che da un anno sono costretti ad enormi sacrifici, è bene che sappiano che la procura di Prato addossa le responsabilità di questi disagi all’amministrazione comunale. Una responsabilità che da sempre è stata percepita come tale dai cittadini, senza che arrivasse la conferma della Procura. E ora si comprende bene anche come mai la fiaccolata di mercoledì 5 ottobre, nell’anniversario della tragedia, organizzata dall’associazione Narnalinsieme sia stata non solo boicottata dagli amministratori del comune ma anche denigrata: chi partecipa a quella fiaccolata dovrebbe vergognarsi, ha dichiarato più di un esponente del centrodestra. Oggi, alla luce delle dichiarazioni del procuratore Tony, diciamo a gran voce che a vergognarsi deve essere questa amministrazione di centrodestra incapace di dare risposte, incapace di risolvere i problemi dei cittadini. Un anno di bugie per nascondere l’incapacità di presentare un piano di recupero del sottopasso. Il procuratore Tony si è detto disponibilissimo al dissequestro, ma serve quantomeno una domanda da parte del Comune.
L’Italia dei Valori chiederà ufficialmente in Consiglio Comunale spiegazioni su come mai ci sia stato tutto questo ritardo e, soprattutto, pretenderà che l’amministrazione presenti domanda di dissequestro con un adeguato progetto di messa in sicurezza.

Pasquale Petrella
Segreteria Italia dei Valori - Prato

mercoledì 28 settembre 2011

Premio Strega, il comune doni gli Antichi Sigilli ad Edoardo Nesi



PRATO – Sono trascorsi quasi tre mesi dalla vittoria del Premio Strega da parte di Edoardo Nesi. Tre mesi in cui lo scrittore pratese è stato invitato ed osannato in varie parti d’Italia e in varie trasmissioni televisive a livello nazionale con il suo Storie della mia gente. Un successo personale che di riflesso sta vivendo tutta la città . Ieri sera, nel Conservatorio di San Niccolò, lo ha festeggiato la Camera di Commercio di Prato, nell’ambito della presentazione dell’undicesimo numero della rivista Pratoreview, il trimestrale di cultura, economia e moda edito dal Gruppo Editoriale. Una festa in grande stile che ha visto proprio lui, Edoardo Nesi ed il suo libro, come evento clou della serata.

Un evento presenziato dai massimi rappresentanti del mondo economico, politico e sindacale della città e della Provincia, con un unico grande assente: il Comune di Prato. Sì, nessuno dell’amministrazione di centrodestra era presente alla festa. Non si è visto l’assessore alla Cultura, non si è visto il sindaco, non si è visto nessun’altro della giunta guidata da Roberto Cenni. Evidentemente per questa amministrazione avere un proprio cittadino che ha vinto il Premio Strega significa poco o nulla. E se le congratulazioni sono comparse sui giornali nello scorso mese di luglio resta il dubbio che siano state solo di facciata e solo perché stimolate dai giornalisti non certo per iniziativa personale. Da un’amministrazione che tiene all’immagine della propria città, con i fatti e non solo con le parole, ci si attenderebbe un’attenzione maggiore per una sua eccellenza. L’anno scorso il sindaco Cenni ha donato gli Antichi Sigilli del Comune all’artista americano Paul Jenkis, il cui unico merito è stato quello di aver esposto le sue opere in una galleria privata di Prato. Un dono tanto inspiegabile allora quanto lo sarebbe giustificato oggi per Edoardo Nesi.

Al sindaco chiedo quindi che faccia altrettanto per lo scrittore pratese: ad Edoardo Nesi siano consegnati gli Antici Sigilli del Comune per quanto di immagine positiva sta portando sulla gente di Prato col suo libro che ha vinto il Premio Strega 2011.



Pasquale Petrella

Responsabile regionale Dipartimento Cultura IDV Toscana

martedì 20 settembre 2011

Ordinanza del sindaco Cenni sospesa dal Tar e Comune condannato, ecco i danni del centrodestra



PRATO – I cittadini pratesi in questo momento sono presi fra due fuochi: da una parte l’illegalità diffusa che coinvolge sempre più fasce di città e di residenti sia come vittime che come parte attiva; dall’altra le ordinanze di questa amministrazione di centrodestra che nel tentativo di porvi rimedio finisce a sua volta per compiere atti sempre discutibili e a volte anche illegittimi come da sempre denuncia l’Italia dei Valori. Una denuncia che ora trova riscontro anche nelle deliberazioni dei giudici che hanno condannato il Comune di Prato.

La sentenza di condanna arriva dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana e riguarda l’ordinanza del sindaco di Prato, Roberto Cenni, stilata su indicazione dell’assessore alla sicurezza Aldo Milone e dell’intera giunta di centrodestra, emessa per censurare determinate attività commerciali in aree del centro storico ben delimitate con planimetrie. Mai come in questo caso la dichiarazione del segretario provinciale Idv, Salvo Ardita, in polemica proprio l’altro ieri con l’assessore Aldo Milone e con l’eurodeputato della Lega Nord, Claudio Morganti, sulla proposta di una cauzione antievasione per le aperture di nuove partite Iva che crea inutili e selvagge divisioni, è stata precorritrice della verità. I giudici del Tar hanno sospeso l’ordinanza del sindaco dello scorso mese di marzo che vietava la vendita per asporto di alcolici dalle 20 alle 7 solo in alcune vie del centro storico e vietava dalle 22 alle 5 ogni attività di somministrazione e vendita di alimenti e bevande nella stessa area ma leggermente più ristretta e delimitata con una nuova planimetria dove il divieto veniva espressamente indicato fino al numero civico 52 di via Magnolfi. Una vera e propria aberrazione. Il risultato? Ordinanza sospesa e Comune di Prato condannato a pagare, con i soldi dei contribuenti pratesi, le spese legali e i rimborsi forfettari delle spese generali, in attesa della discussione nel merito.

Ecco dove ci sta portando questa amministrazione di centrodestra con le sue ordinanze che non risolvono i problemi bensì li accentuano finendo per diventare una beffa per i pratesi onesti che anziché veder risolti i loro problemi si trovano anche a pagare i danni provocati da ordinanze illegittime. A breve il Tar si pronuncerà anche sul ricorso presentato dagli esercenti cinesi che hanno le loro attività nel triangolo del macrolotto zero ai quali una ordinanza del sindaco Cenni ha vietato di tenere aperto oltre la mezzanotte. Anche in quel caso l’ordinanza era corredata da una planimetria che delimita l’area colpita dalla censura e chi, avendo l’attività sul marciapiede opposto o a un metro oltre quella linea rossa, può tenere aperto senza subire sanzioni. Una concorrenza sleale legalizzata. Se il Comune verrà condannato anche in quel caso a pagare i danni ai commercianti cinesi, credo che sia giusto che a pagare siano di tasca loro il sindaco e i membri della sua giunta.



Pasquale Petrella

Responsabile regionale Dipartimento Cultura Idv Toscana

mercoledì 3 agosto 2011

La Sasch del sindaco Cenni ha debiti con lo Stato per 4,8 milioni di euro


PRATO - Mentre i rappresentanti degli artigiani e dei sindacati pratesi litigano per cercare una quadra sui tre milioni di euro che il Ministero dello sviluppo economico ha destinato al distretto pratese per dare nuova linfa al cardato rigenerato, si legge - nelle stesse pagine di stampa che riporta quella notizia - che il sindaco di Prato in qualità di socio di riferimento della Sasch, dovrebbe allo Stato la bellezza di quattro milioni ed ottocentomila euro. Dovrebbe cioè allo Stato, per tributi e contributi non versati, un milione ed ottocentomila euro in più di quelli che gli artigiani pratesi sperano di ricevere dallo stesso Stato per finanziare i loro progetti di rilancio.

Come Italia dei Valori e quindi come partito di opposizione a questo centrodestra che governa Prato ci viene da chiedere ai pratesi: ma quale differenza c'è fra il sindaco Roberto Cenni e quegli imprenditori cinesi che evadono le tasse? Secondo noi nessuna, o meglio ci sarebbe da dire che gli imprenditori cinesi evadono le tasse e fanno soldi a palate che trasferiscono in Cina, il nostro sindaco non paga tributi e contributi allo Stato e fa anche debiti per centosettanta milioni mettendo nei guai decine di altri imprenditori ed artigiani che potrebbero doversi accontentare di riscuotere solo il 18,7% dei crediti che vantano nei confronti della Sasch. E chissà quando li riscuoteranno, semprechè vada in porto questa proposta di concordato.

Quanto sta emergendo dalla storia imprenditoriale del sindaco Roberto Cenni, storia che prima o poi verrà fuori per intero, ci lascia perplessi e preoccupati. Non riusciamo a vedere un futuro di successo per l'imprenditore Cenni e purtroppo abbiamo l'amaro sospetto che le negatività che potrebbero venir fuori dall'indagine sul concordato potrebbero gettare una cattiva luce anche sulla città di Prato che il sindaco Cenni rappresenta a tutti i tavoli istituzionali, compreso quel Tavolo del distretto dove ci sono da difendere i diritti degli artigiani e trovare strategie vincenti per l'economia cittadina.

Al sindaco Roberto Cenni rivolgiamo ancora una volta un invito a riflettere sul ruolo istituzionale che ha assunto e alle sue vicissitudini di imprenditore che prima o poi dovrà affrontare. Cenni rifletta se sia il caso o meno di trascinare una intera città in un tunnel in cui sembra ormai già entrato lui, la sua famiglia e molti dei suoi soci.

Ai partiti del centrodestra che lo sostengono l'invito è di pensare al bene della città e dei pratesi e non alle poltrone. Prato non merita questo.

giovedì 26 maggio 2011

I cinesi e le bugie dell'assessore Silli



PRATO - "In base ai dati in nostro possesso i cinesi se ne stanno andando". Queste sono le testuali parole dell'assessore all'integrazione del comune di Prato, Giorgio Silli, nell'intervista rilasciata a Tv Prato. Peccato che quel servizio nasceva proprio sul fatto che l'Ufficio Anagrafe ha rivelato i numeri statistici della popolazione pratese nell'ultimo anno. Ebbene, quei numeri dicono che a Prato i cinesi sono aumentati di 1050 unità negli ultimi dodici mesi. L'assessore Silli, oltre ad aver fatto una brutta figura con i telespettatori di Tv Prato, ha anche dimostrato di non conoscere la realtà pratese. Forse è lui la prima vittima di qualche suo collega di giunta che ha fatto della guerra ai cinesi l'unica logica di amministratore e oggi, a due anni dall'inizio del suo incarico, si trova a dover mentire per dimostrare che sta tenendo fede alle sue promesse elettorali: se mi eleggete, entro sei mesi i cinesi ve li mando via. I mesi sono quasi ventiquattro e i cinesi residenti continuano ad aumentare.
Il fenomeno dell'immigrazione non può essere affrontato nè con slogan populisti nè raccontando le bugie. La giunta di centrodestra che guida Prato con in testa il sindaco Roberto Cenni, ha fallito su questo fronte ed è bene che ne prenda atto.
Da più parti si parla di un rimpasto di giunta di metà mandato. Prima che la decida il sindaco forse qualche assessore farebbe bene a dare le proprie dimissioni. Farebbe una figura migliore.

giovedì 31 marzo 2011

Contestato l'assessore Caverni (Udc) perchè non ha ascoltato i cittadini



Prato - E' stato necessario che i cittadini facessero un vero e proprio agguato davanti al palazzo comunale all'assessore alla mobilità del comune di Prato, Roberto Caverni, in quota Udc, per costringerlo ad avere un confronto diretto sulla rivoluzione del traffico fra via Tagliamento e via Tirso a Chiesanuova. Una rivoluzione che il comune sta portando avanti senza aver mai ascoltato i cittadini che si sono costituiti in comitato perchè, secondo loro, la soluzione proposta dall'assessore anzichè risolvere le questioni di viabilità nella zona le aggrava.
Come Italia dei Valori avevamo presentato una interrogazione in Consiglio comunale, tramite il capogruppo Aurelio Donzella, affinchè se ne potesse discutere nel luogo più giusto e corretto Ma, nella riunione dei capigruppo di stamattina l'interrogazione dell'Italia dei Valori è stata messa da parte e rinviata ad altra data... come se i cittadini che anche ieri mattina hanno costretto con una sommossa popolare ad andare via gli operai della ditta che avevano già iniziato a fare i lavori per chiudere via Tirso al traffico in entrata, potessero aspettare.
Questa amministrazione di centrodestra si vanta di ascoltare i cittadini e fa della democrazia partecipata il suo cavallo di battaglia: e questo è il risultato. Per essere ascoltati i cittadini devono fare gli agguati agli assessori. E dopo lo scontro l'assessore Caverni ha deciso di rfare un referendum fra i residenti della zona.
Bravo, ma un po' tardivo. L'Italia dei Valori è solidale col comitato dei cittadini di via Tagliamento e via Tirso.

martedì 30 novembre 2010

CRISI SASCH: SOLIDARIETA’ A CENNI, VITTIMA DI UNA STRATEGIA DA WIKILEAKS


PRATO - Da quando è entrato in politica, molti dei suoi amici industriali lo salutano malvolentieri, molti artigiani anche. E qualcuno di questi ultimi, per fargli un dispetto maggiore ha anche presentato istanza di fallimento per la Sasch, azienda della sua famiglia. Tutti sono a chiedergli soldi. Poi ci sono i suoi operai che hanno fatto un presidio davanti ai cancelli della stessa azienda perché “falsamente” preoccupati di perdere il posto di lavoro, ed in più c’è la solita magistratura delle toghe rosse che nell’agosto scorso tramite la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate ha contestato alla Sasch una presunta evasione fiscale per circa un milione e quattrocentomila euro tra ricavi non contabilizzati e indebiti crediti iva. Secondo quegli investigatori che, evidentemente si sono scatenati solo perché hanno saputo che Silvio Cenni, ah scusate, Roberto Cenni, è entrato in politica, la Sasch avrebbe simulato vendite a un cliente pratese per realizzare un indebito abbattimento delle imposte.
Italia dei Valori non può che portare la propria solidarietà a quest’uomo contro il quale è evidente che c’è una strategia nazionale ed internazionale, peggiore di Wikileaks, per distruggerlo economicamente visto che politicamente è impossibile farlo supportato com’è dalla Lega Nord, dal Pdl, dall’Udc e ora anche dal Fli.
Ma come Italia dei Valori abbiamo una ricetta da proporgli per venire fuori da questa triste situazione: paghi tutti i debiti e vedrà che ritroverà l’amicizia di quegli imprenditori e di quegli artigiani che non lo salutano più. Si presenti davanti ai giudici e si faccia assolvere da quelle accuse che gli vengono contestate e vedrà che metterà a tacere anche le toghe rosse.
Dopo che avrà fatto tutto questo come Italia dei Valori lo supporteremo anche come sindaco di Prato. Ma solo dopo…

giovedì 25 novembre 2010

CRISI SASCH, NO A UNA NEWCO CON DENTRO LA FAMIGLIA CENNI



PRATO - Italia dei Valori si sta attivando a tutti i livelli istituzionali possibili affinchè la crisi del Gruppo Sasch possa essere risolta col minor danno possibile per i lavoratori e per l'indotto che vanta milioni di euro di credito. Premesso questo, come IDV non possiamo non rilevare che la proposta fatta dalla proprietà della Sasch ai sindacati sia eticamente e moralmente scorretta e inaccettabile. Il gioco delle scatole cinesi non ci piace, l'ipotesi che all'attuale Sasch vengano lasciati i debiti e i dipendenti da licenziare (due situazioni che graveranno pesantemente sull'intera collettività), e di una newco che prenda la parte buona dell'azienda e che faccia ancora riferimento alla famiglia Cenni che ha nel sindaco di Prato, il maggiore referente azionario, è fuori da ogni logica di correttezza. La famiglia Cenni ha dimostrato di non essere capace di fare impresa e mettere nelle sue mani una nuova un'azienda facendo pagare gli attuali centosessantamilioni di euro di passivo alla collettività è immorale e deplorevole.
Noi come Italia dei Valori auspichiamo che si cerchi la via della salvezza della Sasch attraverso la ricerca di una possibile cordata di imprenditori sani che vogliano rilanciare il marchio e mantenere l'attuale situazione occupazionale. Il sindaco Cenni si muova in questa ottica e non in quella del suo solo guadagno personale. L'assemblea straordinaria dei soci della Sasch aveva deliberato di presentare proposta di concordato preventivo già lo scorso 22 ottobre. Eppure, in quest'ultimo mese abbiamo sentito tante bugie da chi ha paventato un sicuro salvataggio da parte delle banche. Le bugie hanno le gambe corte e il naso lungo e noi dell'Italia dei Valori non vogliamo imbatterci in un pinocchio in Palazzo comunale. Prato non è il parco giochi di Collodi ed è bene che se c'è un pinocchio vada a ricollocarsi altrove.

mercoledì 24 novembre 2010

IDV DA' LA SOLIDARIETA' AI LAVORATORI DELLA SASCH. E IL SINDACO DI PRATO A CHI LA DA'?


PRATO - L'Italia dei Valori, col segretario provinciale di Prato, Salvo Ardita, ha portato la solidarietà del partito ai dipendenti della Sasch che hanno allestito un presidio davanti all'azienda mentre all'interno i sindacati hanno incontrato la proprietà per avere chiarimenti sul futuro del Gruppo.
Una solidarietà da parte dell'Italia dei Valori a degli operai che difficilmente la riceveranno dal sindaco di Prato Roberto Cenni, visto che è il proprietario della Sasch. Una situazione davvero imbarazzante e che purtroppo peserà nelle trattative dove il sindaco dovrà far capire da che parte sta: da quella degli operai e delle loro famiglie, dei terzisti e dei piccoli creditori, oppure dalla parte dell'azienda che appartiene alla sua di famiglia.
Nei prossimi giorni il Gruppo consiliare dell'Italia dei Valori in Regione, elaborerà una mozione e a questo proposito il responsabile welfare regionale dell'IDV Roberto Rizzo si è a sua volta presentato ai cancelli della Sasch per studiare il caso.

martedì 23 novembre 2010

SASCH IN CRISI, CROLLA LA CREDIBILITA' DEL SINDACO CENNI


di Pasquale Petrella
PRATO - La crisi del Gruppo Sasch viene da molto lontano. Un passivo di oltre centocinquanta milioni non si accumula né in un anno né in due. E’ chiaro ed evidente quindi che, Roberto Cenni, quando si è candidato a sindaco per il centrodestra era già consapevole delle grandi difficoltà in cui si trovava la propria azienda. La considerazione che come Italia dei Valori facciamo è quindi che Cenni, anziché preoccuparsi di spendere tutte le proprie energie (intellettuali) per cercare di salvare la sua azienda e il lavoro dei suoi dipendenti si sia imbarcato nella politica chissà, forse per trovare una valida sponda per salvare i suoi interessi o più comodamente per trovarsi un lavoro nel pubblico mentre la sua nave privata imbarcava acqua a fiumi da tutte le parti.

Italia dei Valori è fortemente preoccupata per il danno che chi ha gestito e sta gestendo la Sasch sta arrecando ai 395 dipendenti che rischiano di perdere il loro posto di lavoro, alle famiglie di questi ultimi che andranno incontro a momenti difficili e a tutte le aziende dell’indotto che riceveranno un grosso danno economico e qualcuna potrebbe anche rischiare a sua volta il collasso. A loro va tutta la solidarietà del partito e come IDV ci batteremo affinché i dipendenti possano mantenere il loro posto di lavoro in caso di vendita dell’azienda o beneficiare di tutte le garanzie offerte dalla legge nella malaugurata ipotesi di un fallimento.

E adesso cosa ha intenzione di fare Roberto Cenni? E i pratesi possono ancora continuare ad avere fiducia in un sindaco che ha gestito la sua azienda in un modo così fallimentare? Noi dell’Italia dei Valori crediamo che sia questo il momento perché Cenni dia delle risposte non solo alle banche ma anche ai cittadini pratesi.


sabato 13 novembre 2010

CENNI SHOW, MA NON DA' RISPOSTE ALLE CIRCOSCRIZIONI


PRATO - Mentre il sindaco Cenni fa lo show al Metastasio con i soldi dei cittadini, i consiglieri delle circoscrizioni eletti dal popolo, vengono umiliati e frustrati dal primo cittadino e dai membri della sua giunta che sistematicamente non forniscono risposte alle interrogazioni, alle interpellanze e alle mozioni che questi ultimi pongono per risolvere i problemi nei loro quartieri e dare risposte concrete ai cittadini che li hanno eletti. Cenni pensa solo a fare l'uomo immagine, forse fin troppo abituato in questo genere di kermesse da Miss Italia che ha sponsorizzato con la Sasch fino a quest'anno, forse l'ultimo ma non perchè non verrà più organizzata Miss Italia bensì perchè forse la Sasch avrà altri problemi da risolvere.
Cenni pensa solo all'apparenza anzichè alla sostanza nel pieno spirito e nella filosofia di un decadente Berlusconi i cui giorni da capo del Governo sono agli sgoccioli.
Italia dei Valori ha cominciato un volantinaggio in tutta la città per denunciare le mancate risposte da parte di Cenni e della sua Giunta ai quesiti posti dai consiglieri di circoscrizione. Si parla tanto di democrazia partecipata ma quale democrazia sta attuando Cenni facendo gli show e non rispondendo alle domande dei rappresentanti dei cittadini?
L'era Berlusconi è finita e forse sta arrivando la fine anche dei tanti berluschini presenti in giro per l'Italia.

sabato 9 ottobre 2010

MALTEMPO E TRAGEDIE A PRATO, IL SINDACO CENNI SEMPRE ASSENTE




PRATO – Nelle tragedie cittadine i pratesi ora sanno che non possono contare sul proprio sindaco. Era successo in occasione dell’esondazione del Calice nel dicembre scorso, quando il signor Roberto Cenni preferì rimanere a sciare sulle Alpi mentre decine di famiglie lottavano con l’acqua ed il fango ed erano costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, si è ripetuto lo scorso lunedì notte quando una bomba d’acqua si è rovesciata su Prato ed ha allagato interi quartieri provocando anche la morte di tre donne nel sottopasso di via Ciulli. A Narnali nessuno ha ancora visto il sindaco, nemmeno a distanza di quasi una settimana.
Come Italia dei Valori non possiamo non stigmatizzare questo comportamento del sindaco Cenni che primo cittadino non lo è visto che rinuncia sistematicamente ad essere vicino ai propri cittadini nel momento del bisogno. Troppo facile presentarsi alle inaugurazioni, ai tagli dei nastri e alle feste ma, forse, il ruolo più importante di un sindaco vero lo si vede nei momenti di difficoltà e Cenni è costantemente assente.

A questo proposito ci preme sottolineare il comportamento invece da vero sindaco di Mauro Lorenzini, primo cittadino di Montemurlo. Lorenzini lunedì notte alle 2,30 era insieme al suo assessore ai lavori pubblici e alla mobilità, Simone Calamai, a fare la spola fra le frazioni di Oste e Bagnolo, quelle più colpite dagli allagamenti, per verificare la situazione e dare le direttive per la messa in sicurezza dei luoghi più pericolosi. Abbiamo la conferma che Lorenzini è rimasto per strada fino alle 6 del mattino, fino a quando l’emergenza è stata superata.

Ecco i due modi di rappresentare una collettività. Lorenzini merita il nostro apprezzamento e quello dei cittadini; Cenni ha dimostrato ancora una volta di non sapere cosa significhi esattamente fare il sindaco. E ormaì ha perso un altro treno importante.

Infine una considerazione e una riflessione: Lorenzini è espressione di una maggioranza di centrosinistra; Cenni di una di centrodestra. Le conclusioni è bene che le tirino i cittadini.

giovedì 2 settembre 2010

I FANTASMI DEL PEGGIOR FASCISMO TORNANO AD ALEGGIARE SU PRATO


PRATO L’oscurantismo avanza sotto la bandiera della persecuzione verso gli extracomunitari. Non abbiamo fatto in tempo a sottolineare che la decisione del presidente della Circoscrizione centro, Massimo Taiti, di chiudere i giardini di via Colombo alle 21 aveva tutta l’aria di un intento persecutorio nei confronti degli extracomunitari che rappresentano la stragrande maggioranza dei fruitori di quello spazio verde, finendo per penalizzare anche gli italiani, che oggi scopriamo che c’è una ordinanza del sindaco Roberto Cenni di far chiudere a mezzanotte tutti i locali presenti nel Macrolotto zero, ovvero nella chinatown pratese. Il presidente di Circoscrizione Taiti si è già giustificato, facendo credere che la decisione è maturata per uniformare gli orari di chiusura agli altri giardini e, soprattutto per la mancanza di pensionati volontari disposti a stare in piedi fino alle 23 per tenerli aperti fino a quell’ora.

Giustificazioni che avrebbero potuto sembrare vere se solo non fossero state seguite dall’ordinanza del sindaco per i ristoranti, le rosticcerie e per tutti quegli altri locali che proprio intorno alla zona dei giardini di via Colombo sono gestiti prevalentemente da orientali.

Come si può avallare questo genere di politica sempre più xenofoba che finisce per penalizzare anche i pratesi? Come si può far passare il messaggio che bisogna imporre a tutti determinate restrizioni per colpa degli stranieri?

Molti pratesi hanno denunciato o denunciano ristoranti che a mezzanotte si trasformano in discoteche. Locali gestiti da italiani e frequentati da italiani. Le telefonate dei residenti ai vigili urbani, alla polizia e ai carabinieri quasi sempre non risolvono nulla. E adesso si scopre che il sindaco ordinerà a ristoranti e rosticcerie di chiudere alle 24 a prescindere dal fatto se stanno disturbando o meno la quiete dei residenti ma solo perché si trovano in quella zona chiamata chinatown. E’ o non è una persecuzione verso un certo tipo di esercenti? L’assessore alla sicurezza Aldo Milone ha avuto il coraggio di aggiungere che se i locali dimostreranno di non aver mai avuto problemi con i vicini allora potranno richiedere di prolungare l’orario di chiusura. Ma è legale tutto questo? Un fatto è certo i pratesi bisogna che si sveglino prima che si trovino a loro volta limitati nelle proprie libertà conquistate con lotte di piazza e sacrifici personali. I fantasmi del peggior fascismo di un tempo sono alle porte. Scacciamoli prima che sia troppo tardi.

mercoledì 19 maggio 2010

AUMENTO DI STIPENDIO PER IL PORTAVOCE DEL SINDACO CENNI























PRATO – Italia dei Valori si congratula con Maurizio Ciampolini, portavoce del sindaco Roberto Cenni che, grazie alla sua bravura e professionalità, dopo un appannaggio iniziale di 1600 euro al mese e un assegno ad personam di altri 1100 euro al mese oltre agli strumenti tecnologici messi a sua disposizione e acquistati dal Comune di Prato per 3661,92 euro è riuscito, grazie ai sui ottimi servigi a farsi assegnare ulteriori 1100 euro al mese. Attualmente quindi ha un appannaggio di 3.800 euro mensili.

Italia dei Valori è sicura che grazie alle sue grandi doti e capacità professionali prima dell’autunno Maurizio Ciampolini verrà gratificato con una segretaria professionale e un ulteriore appannaggio di altri 1100 euro. D’altronde il sindaco Roberto Cenni non bada a spese per la sua immagine e per poter andare negli studi televisivi a parlare dei cinesi. E, in questo, Ciampolini sembra un vero maestro: in questi ultimi mesi il sindaco Cenni con interviste sulle televisioni più disparate è riuscito a far sapere a tutto il mondo che Prato è una città di cinesi. E’ questa l’unica immagine che si riesce a dare di Prato nel mondo. Bravo quindi Ciampolini e bravo al sindaco che sa premiarlo con questi appannaggi economici. D’altronde cosa sono 1100 euro in più al mese per un professionista che già ne prendeva 2700?

mercoledì 28 aprile 2010

MAZZONI ALLA PRESIDENZA DELL'EPP, CONFERMATA LA LOBBY DEI CONSIGLIERI DEL SINDACO


PRATO – Lo avevamo predetto e puntuale è arrivata la nuova conferma: la Consulta dei consigliere del sindaco altro non è che un comitato di affari; una lobby entro cui spartirsi gli incarichi pubblici. I consiglieri "particolari" del sindaco Roberto Cenni si prendono gli incarichi uno dopo l'altro alla faccia della decantata gratuità del loro operato. E’ di oggi la notizia che anche l’ingegner Federico Mazzoni riceverà un incarico, probabilmente diventerà il presidente dell’Epp. Così, dopo il contributo di ventimila euro che la giunta di Cenni ha deliberato in favore dell'Università di Firenze per la ricerca sul Parco delle Cascine di Tavola, il cui responsabile guarda caso è il professor Giuseppe Centauro, Italia dei Valori scopre che c'è anche il dottore ingegnere Federico Mazzoni che sta beneficiando dei favori della giunta.
Entro la settimana prossima poi dovrebbe essere la volta di Paolo Magelli, altro membro della consulta dei consiglieri del sindaco. A lui potrebbe andare la direzione artistica del teatro Metastasio che il sindaco Cenni ha voluto togliere al bravissimo (lo dimostrano i numeri del Metastasio) Federico Tizzi.
Se la prima rondine non faceva primavera, adesso di rondini ne abbiamo tre. Italia dei Valori è sempre più convinta che il sindaco Cenni abbia preso in giro i pratesi nel dire che i suoi "saggi" avrebbero fatto gratuitamente il loro compito di consulenti "per questioni di particolare rilevanza, per favorire idee e progetti per lo sviluppo della città in ogni suo ambito". E’ più che evidente che si tratti di una lobby per per la spartizione di incarichi con soldi pubblici. Portano sì idee, purchè a realizzarle siano loro stessi.
Italia dei Valori non ha nulla contro i professionisti che ne fanno parte, anzi, ritiene che siano dei signori professionisti, ma ritiene anche che se vogliono lavorare nel pubblico a Prato, debbano immediatamente e pubblicamente dimettersi dalla Consulta dei Consiglieri del sindaco Roberto Cenni. Dimissioni deontologicamente doverose soprattutto in rispetto dei loro colleghi professionisti affinchè nessuno pensi che ricevono, direttamente o indirettamente, gli incarichi dal Comune di Prato solo perchè sono nelle grazie del sindaco Roberto Cenni e fanno parte della Consulta dei suoi Consiglieri.
A questo proposito Italia dei Valori vuole ricordare a tutti i cittadini che la Consulta dei Consiglieri del sindaco Cenni è composta da: Lamberto Cecchi, Giuseppe Centauro, Jury Chechi, Federico Mazzoni, Fabrizio Moretti, Giorgio Panariello, Paolo Magelli e Giuliano Gori. Nomi che è bene tenere ben presenti. (Nella foto, Federico Mazzoni)

martedì 20 aprile 2010

ASILI NIDO, MANCANO 200MILA EURO PER I CREDITI, MA PER IL QUADRO DI LIPPI SI SONO TROVATI


PRATO – L’assessore alla Pubblica istruzione del comune di Prato, la pidiellina Rita Pieri, nel rispondere ad un comitato di mamme preoccupato per un eventuale taglio dei crediti del Comune per permettere le convenzioni con gli asili privati, si è rammaricata del fatto che purtroppo sarà necessaria una variazione di bilancio e che bisognerà reperire altri duecentomila euro per permettere l’ampliamento dell’offerta degli asili privati convenzionati. E in un periodo di vacche magre è evidente che duecentomila euro spaventino l’assessore Rita Pieri.
Il sindaco Roberto Cenni però qualche mese fa non ha battuto ciglio nel comprare per telefono un quadretto attribuito a Filippino Lippi ad un’asta tenuta a New York, spendendo centoventiduemilacinquecento dollari. Chissà se in questo momento era più importante comprare quel quadretto del Crocifisso del Lippi, che i pratesi avrebbero comunque potuto avere in prestito, per una mostra, dal museo americano che ne era proprietario, oppure è più importante garantire alle famiglie pratesi di avere la certezza che i loro figli abbiano un posto negli asili comunali oppure in quelli privati convenzionati. Io sono convinto che sarebbe stato molto meglio rinunciare all’opera di Lippi e pensare alle famiglie che non avrebbero avuto bisogno di costituirsi in comitato perché timorose dai tanti tagli che il comune di Prato sta facendo. Manca una visione di concretezza in qeusta giunta di centrodestra e mi auguro che non ci sia bisongo di fare battaglie per reperire quei ducentomila euro che mancano per assicurare i crediti per gli asili nido.

lunedì 19 aprile 2010

STATO DI AGITAZIONE PER I DIPENDENTI COMUNALI... BEL RISULTATO PER L'ASSESSORE EX SINDACALISTA























PRATO - Dante le avrebbe trovato un girone nell'Inferno tutto per lei. Sì, la situazione che si sta trovando a vivere l'assessore al personale Annalisa Nocentini, ha qualcosa di dantesco e allo stesso tempo di kafkiano. Lei, ex segretaria provinciale della Uil passata dall'altra parte della barricata nella Giunta Cenni, si trova alla vigilia di un possibilissimo sciopero generale dei dipendenti comunali che hanno già indetto lo stato di agitazione. Rapporti sindacali ai minimi termini fra dipendenti e giunta Cenni, tanto che è stata chiesta l'intermediazione del prefetto. Non c'è proprio che dire per una ex segretaria di un sindacato dei lavoratori come risultato dei suoi primi dieci mesi di amministrazione. Per trovarsi in questa situazione evidentemente Annalisa Nocentini ha fatto presto a dimenticare quelle che sono le esigenze e i dirittidei dipendenti, esigenze e diritti che il suo bagaglio culturale invece avrebbe dovuto farle tenere ben presente. Se poi a guidare la protesta della polizia municipale, il corpo maggiormente penalizzato dalle manovre del neoassessore, c'è proprio la Uil allora è più che eivdente che Annalisa Nocentini ha tradito proprio i suoi stessi elettori. E qui Dante ci avrebbe speso un intero capitolo nella Divina Commedia. Ma torniamo ai fatti, al di là dei demeriti dell'assessore Nocentini, resta il nodo della riorganizzazione della Polizia municipale proposta dall'assessore Aldo Milone che prima di Natale chiedeva di vedere con i fatti i vantaggi dell'operazione e che a distanza di quattro mesi il corpo della Polizia municipale riscontra solo svantaggi, con aggravio dei carichi di lavoro, situazioni incresciose nella vecchia e fatiscente sede in piazza Macelli, abbandono delle periferie e una palpabile incertezza sul futuro. Le soluzioni proposte da questa giunta sono solo rivolte ai tagli e ai singoli obiettivi. Una visione miope che sta penalizzando la città e i pratesi. Ai dipendenti comunali va tutta la solidarietà dell'Italia dei Valori e, qualora dovessero scendere in piazza, IdV unirà le proprie bandiere a quelle dei sindacati che lo proclameranno.

giovedì 8 aprile 2010

COMUNE, A OFFICINA GIOVANI SPUNTA IL TREDICESIMO ASSESSORE


PRATO – Si allargano le situazioni imbarazzanti create dal sindaco Roberto Cenni e che vanno a gravare sui livelli del costo della politica e quindi sulle tasche dei cittadini pratesi. Dopo la denuncia fatta da Italia dei Valori riguardo la stanza assegnata dal sindaco alla figlia Claudia nel palazzo comunale (denuncia che un quotidiano ha pensato bene di censurare per non mettere in imbarazzo durante la campagna elettorale per le regionali il Centrodestra – Censura che questa volta non ha prodotto l’effetto voluto visto che il ko per quello schieramento è stato netto). Un’assegnazione arbitraria e fuori da ogni logica istituzionale e politica se non quella della logica delle “trote” alla Bossi; adesso secondo la denuncia pubblica fatta da Nicoletta Anna De Angelis del Sel, si scopre che il consigliere delegato alle politiche giovanili, il leghista Leonardo Soldi, ha un vero e proprio ufficio con tanto di segretaria (pagata dai cittadini pratesi) nei locali di Officina Giovani. Si potrebbe parlare di un tredicesimo assessore di fatto per questa giunta che prometteva tagli delle poltrone, civicità nelle scelte, e riduzione del costo della politica. In realtà Cenni si sta muovendo su tutt’altri fronti e queste situazioni lo stanno a dimostrare.
Sarà interessante vedere che cosa succederà fra poco quando l’Amministrazione dovrà provvedere alla nomina dei consigli di amministrazione delle varie aziende partecipate che sono in scadenza. La Lega Nord ha già messo le mani avanti, dopo il buon risultato alle regionali, ha subito chiesto più posti proprio nelle partecipate. Ma se è vero che il sindaco Cenni si è trovato in imbarazzo a trovare fra i leghisti una figura degna che ricoprisse un assessorato e ci ha impiegato quasi sette mesi per individuarla, come farà ad assegnare quei posti raccogliendo la minaccia della Lega?
Prato si appresta a vivere i prossimi quattro anni facendo la corsa del gambero. Il sindaco Cenni e tutto il Centrodestra hanno già avuto modo di verificare, a nove mesi dalla loro vittoria, che la stragrande maggioranza dei pratesi non li sostiene. Farebbero quindi bene a tener ben presente tutto questo. Le scelte vanno condivise con l’opposizione ed è anche ora di cambiare linea emarginando quegli indirizzi proposti dalle ideologie xenofobe della Lega e militariste di Prato Libera e Sicura.