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lunedì 8 settembre 2014
Creiamo subito un tavolo di lavoro per approfittare di Expo 2015 e del turismo asiatico
PRATO. Se Prato vuole puntare anche sul turismo per un rilancio della propria economia non può assolutamente disinteressarsi di Expo 2015. C’è una grande occasione che l’anno prossimo farà accendere sull’Italia i riflettori di tutto il mondo e se Prato non vuole farsi sfuggire questa occasione deve immediatamente studiare una strategia di comunicazione e di marketing per entrare nella scia della kermesse milanese.
Mi viene in mente che la Cina ha promesso che per Expo 2015 arriveranno un milione di visitatori cinesi, e non c’è da fare voli pindarici per capire che Prato ha già una strada aperta con Pechino sia per la grande comunità di orientali presenti in città, sia per le tante attività industriali e commerciali che ormai vengono gestite da aziende i cui quadri societari sono composti da italiani e cinesi. Ci basterebbe capitalizzare un “misero” uno per cento di quei visitatori per far fare a Prato un grande passo avanti sul fronte del turismo e per un risvolto concreto nell’economia con la creazione di nuovi posti di lavoro.
Per fare questo però la città dovrà essere pronta ad accogliere quei turisti con strutture adeguate, un’offerta di servizi su misura e soprattutto personale culturalmente - e linguisticamente - preparata per riceverli e assisterli durante il loro soggiorno. La grande presenza di studenti di origine cinese nelle scuole di Prato potrebbe essere la chiave di volta per creare dei corsi ad hoc e specializzare un gruppo di giovani da poter impiegare in questo ruolo.
La stessa Milano ha compreso il valore aggiunto del turismo cinese e sta lavorando per attrarre visitatori provenienti dal gigante asiatico: negli ultimi mesi ha intessuto trame diplomatiche firmato i contratti e promesso la semplificazione delle procedure di ingresso. La ragione di questo interesse è semplice: si tratta di un popolo in crescita, che si sta affacciando in questi anni sul mercato turistico e – soprattutto – che può permettersi di spendere.
Il tema di Expo 2015 è "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Saranno chiamate in causa le tecnologie, l'innovazione, la cultura, le tradizioni e la creatività legati al settore dell'alimentazione e del cibo. Partendo da questi concetti Prato può fin d’ora interrogarsi su cosa può proporre su questi fronti. E di cose da proporre ne avrebbe tante. Ma, intanto bisogna chiedersi se l’amministrazione comunale di Prato ha intenzione o meno di cogliere questa opportunità. Se sì, il passo successivo deve essere quello della creazione immediata di un tavolo di lavoro con i rappresentanti di tutte le categorie economiche e non che potrebbero essere coinvolte in questo business per creare una strategia operativa.
Il tempo stringe però e allora non bisogna perdere tempo.
mercoledì 21 dicembre 2011
Barbato a Prato: Crisi economica e imprenditoria illecita
PRATO – In questi giorni è sotto i riflettori nazionali per le riprese nascoste fatte alla Camera in cui viene ripreso l‘onorevole Razzi che dichiara il perché il 14 dicembre di un anno fa ha cambiato bandiera, uscendo dall’IdV, per poter dare la fiducia all’allora governo Berlusconi. Riprese che hanno confermato come un anno fa sia stata scritta una delle pagine più vergognose della politica degli ultimi anni. E lui, l’onorevole Francesco Barbato, capogruppo dell’Italia dei Valori nella VI Commissione Finanze alla Camera dei deputati, sarà a Prato sabato 24 dicembre.
L’onorevole Francesco Barbato sarà nel salone consiliare del comune di Prato a cominciare dalle 10 per il convegno sul tema: Crisi economica ed imprenditoria illecita. Le ricadute sulla realtà finanziaria e produttiva di Prato. Ad introdurre l’incontro con gli esponenti delle istituzioni e delle categorie economiche e produttive di Prato e con i cittadini che sono invitati a partecipare, sarà Aurelio Donzella, capogruppo dell’IdV in Comune.
sabato 22 ottobre 2011
Corso di Europrogettazione, un successo già prima di cominciare
PRATO - Arriveranno anche da fuori regione per prendere parte al Corso base di Europrogettazione che si svolgerà domani (domenica 23 ottobre) all'Hotel Palace di Prato. E' già un successo in termini di partecipazione l'iniziativa voluta dall'eurodeputato dell'Italia dei Valori Niccolò Rinaldi e finanziata dal Gruppo Alde (Alleanza dei Democratici e liberali per l'Europa) presente nel Parlamento Europeo. Il corso, che è del tutto gratuito, si svilupperà dalle 9,30 fino alle 18 e sarà tenuto da Gabriele Guazzo con la collaborazione di Lorenzo Pantanelli e con l'organizzazione di Pasquale Petrella. Tanti i temi che verranno trattati a cominciare da una breve illustrazione di quella che è la struttura istituzionale e le competenze dell'Unione Europea, alle politiche e i programmai: il budget europeo. Per proseguire con i Finanziamenti a gestione diretta e indiretta; I programmi per la competitività, l'innovazione, la mobilità, l'ambiente e l'occupazione; I principali programmi nei settori Cultura, istruzione e cittadinanza europea attiva. Si parlerà anche della politica dell'UE per il turismo: iniziative e strumetni. E la conclusione del corso prevederà una esercitazione pratica dopo che i relatori avranno parlato sul tema: Dall'idea progettuale alla stesura del progetto: lo sviluppo dell'idea, i documenti per fare domanda, il partenariato, il budget di progetto.
L'ìItalia è uno dei Paesi dell'Unione Europea che meno beneficia dei fondi europei per mancaza di progetti validi. Questo corso vuole essere un primo passo per formare esperti in questo settore affinchè anche l'Italia possa finalmente avere una maggiore attenzione nella distribuzione dei finanziamenti della Comunità Europea.
mercoledì 19 ottobre 2011
Cenni ammette: la Sasch aveva i conti in rosso prima che mi candidassi
PRATO – “Nel 2008 c’era stata la crisi dei mutui subprime che aveva creato uno scossone incredibile. Questo un po’ mi frenava. Ho avuto paura nel momento in cui dovevo accettare la candidatura, c’erano questi problemi e poi credevo di non essere abbastanza vicino alle persone nella loro percezione. Ammetto che c’è stata sottovalutazione della crisi del 2008…” Questa frase l’ha rilasciata l’attuale sindaco di Prato, Roberto Cenni, al Corriere Fiorentino, nel rispondere al giornalista Giorgio Bernardini che gli ha chiesto: Prima di candidarsi nel 2009, immaginava che i conti in rosso della Sasch le avrebbero creato questi problemi?
Una domanda ed una risposta precise che ci svelano non solo che l’imprenditore Roberto Cenni, sapeva al momento di candidarsi che la sua azienda aveva i conti in rosso ed andava malissimo (Cenni è l’azionista di riferimento della Sasch che la settimana scorsa ha presentato istanza di fallimento in proprio con un debito stimato in circa duecento milioni di euro), ma ci svela anche che l’imprenditore Roberto Cenni aveva sottovalutato quello che stava realmente accadendo all’azienda della sua famiglia.
Si tratta di dichiarazioni molto precise e molto gravi. Noi non vogliamo giudicare l’imprenditore Roberto Cenni, per quello ci sono i magistrati che già se ne stanno occupando, ci preme invece guardare al Roberto Cenni sindaco e ci viene da chiedere: cosa sta sottovalutando in questo momento il sindaco di Prato nell’amministrazione della città? Quali fallimenti ci troveremo a gestire fra due anni e mezzo quando scadrà la legislatura?
Noi come Italia dei Valori diciamo che la lista delle situazioni che il sindaco e la sua giunta di centrodestra stanno sottovalutando è lunghissima. La questione del sottopasso di via Ciulli, dove oltre un anno fa morirono annegate tre donne, e che è ancora chiuso ne è un primo esempio. La guerra che il Comune sta portando avanti con le aziende partecipate ne è un secondo esempio. Lo strappo con i cittadini per il progetto per la Declassata al Soccorso, ne è un terzo. Lo scontro che va avanti da mesi a Chiesanuova per la viabilità nel tratto fra via Tirso e via Tagliamento ne è un quarto… e potremmo proseguire per decine di casi per dimostrare come la città sia abbandonata a se stessa.
L’Italia dei Valori resta ferma sulla sua prima richiesta fatta nel momento in cui è stata resa pubblica la notizia circa la presentazione dell’istanza di fallimento in proprio presentata dalla proprietà della Sasch: Roberto Cenni deve fare un passo indietro da sindaco e dimettersi.
Una domanda ed una risposta precise che ci svelano non solo che l’imprenditore Roberto Cenni, sapeva al momento di candidarsi che la sua azienda aveva i conti in rosso ed andava malissimo (Cenni è l’azionista di riferimento della Sasch che la settimana scorsa ha presentato istanza di fallimento in proprio con un debito stimato in circa duecento milioni di euro), ma ci svela anche che l’imprenditore Roberto Cenni aveva sottovalutato quello che stava realmente accadendo all’azienda della sua famiglia.
Si tratta di dichiarazioni molto precise e molto gravi. Noi non vogliamo giudicare l’imprenditore Roberto Cenni, per quello ci sono i magistrati che già se ne stanno occupando, ci preme invece guardare al Roberto Cenni sindaco e ci viene da chiedere: cosa sta sottovalutando in questo momento il sindaco di Prato nell’amministrazione della città? Quali fallimenti ci troveremo a gestire fra due anni e mezzo quando scadrà la legislatura?
Noi come Italia dei Valori diciamo che la lista delle situazioni che il sindaco e la sua giunta di centrodestra stanno sottovalutando è lunghissima. La questione del sottopasso di via Ciulli, dove oltre un anno fa morirono annegate tre donne, e che è ancora chiuso ne è un primo esempio. La guerra che il Comune sta portando avanti con le aziende partecipate ne è un secondo esempio. Lo strappo con i cittadini per il progetto per la Declassata al Soccorso, ne è un terzo. Lo scontro che va avanti da mesi a Chiesanuova per la viabilità nel tratto fra via Tirso e via Tagliamento ne è un quarto… e potremmo proseguire per decine di casi per dimostrare come la città sia abbandonata a se stessa.
L’Italia dei Valori resta ferma sulla sua prima richiesta fatta nel momento in cui è stata resa pubblica la notizia circa la presentazione dell’istanza di fallimento in proprio presentata dalla proprietà della Sasch: Roberto Cenni deve fare un passo indietro da sindaco e dimettersi.
giovedì 15 settembre 2011
Cauzione anti-evasione, una pagliacciata
PRATO – L’assessore Aldo Milone oltre che da sceriffo ora gli piace vestirsi anche da economista. Così dopo le figuracce raccolte con i velleitari propositi di “liberare Prato dai cinesi” adesso, proponendo una cauzione anti-evasione alle ditte di nuova costituzione fa una nuova figuraccia in campo economico. Sì, perché la sua proposta, da qualsiasi punto di vista la si guardi, è impraticabile e fuori da ogni logica, nello stesso interesse dell’Amministrazione. Infatti se l’assessore Milone volesse chiedere una cauzione anti-evasione ai soli stranieri che chiedono di aprire una nuova azienda, allora siamo fuori dalla Costituzione e quindi non potrà mai vedere la luce. Se invece Milone la volesse imporre a tutti coloro che vogliono aprire una nuova ditta, allora siamo al di fuori delle più elementari regole dell’economia e di quello che gli stessi imprenditori chiedono per lo startup e quindi siamo a una nuova figuraccia per scarsa conoscenza del settore.
La Fondazione Kauffman che è fra le più prestigiose negli Stati Uniti per la promozione dell’imprenditorialità, in una sua recente ricerca ha dichiarato che il motore principale dell’economia americana in questi ultimi anni di crisi globale è rappresentato dal boom di nuove startup che danno un segnale importante di recupero dell’economia. E lo startup in Usa è agevolato in tutti i modi a cominciare dal taglio di ogni forma di imposizione: insomma aprire una nuova impresa è sempre più facile e poco costoso. Tutto l’opposto di quello che vorrebbe fare l’assessore Milone. Non solo: la Kauffman Fondation dà indicazioni per una eventuale nuova legge che volesse incentivare questo nuovo motore. E guarda caso al primo posto parla proprio di immigrati: la legge deve rendere più facile per gli imprenditori nati all’estero la possibilità di aprire nuove imprese – scrive la Fondazione americana - Punto secondo, gli investimenti iniziali in startup per le piccole imprese devono essere esenti da imposte sui redditi di capitale; ed infine, nell’idea della fondazione, bisognerebbe ridurre o eliminare le norme federali che sono pastoie per le nuove attività.
Conclusione: l’economia sta a Milone come il cavolo sta a merenda.
Ovviamente sullo stesso piano c'è l’europarlamentare Claudio Morganti della Lega Nord che si vanta di aver fatto per primo la proposta e di continuare a proporla anche se non gli viene presa in considerazione. Prima o poi riuscirà a chiedersi come mai non gli viene presa in considerazione?
l'evasione fiscale in Italia, e non solo a Prato, è una cosa molto seria. Talmente seria che il governo Berlusconi ha fatto di tutto per agevolarla anzichè combatterla. Come Italia dei Valori siamo in prima fila nel chiedere misure urgenti e serie per la lotta all'evasione a prescindere dalla razza, dal sesso e dalla religione di chi la commette. Perchè è questo ciò che dice la nostra Costituzione.
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lunedì 5 settembre 2011
Un corso di Europrogettazione a Prato col Gruppo Europeo Alde
PRATO - Su iniziativa dell’europarlamentare Niccolò Rinaldi, l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, con la collaborazione dell’Italia dei Valori, organizza per domenica 23 ottobre un corso di Europrogettazione. Il corso sarà tenuto da Gabriele Guazzo, esperto in materia di progetti Europei e si svilupperà nell’arco dell’intera giornata, dalle 9 alle 18 con una pausa per il pranzo. Guazzo illustrerà la materia dei bandi europei e ai partecipanti verrà chiesta a metà corso anche di cimentarsi in una prova pratica per preparare un progetto europeo guardando le ultime novità in fatto di pubblicazioni.
Tutti coloro che sono interessati sono pregati di inviarmi i propri dati (nome, cognome, età, numero di telefono e indirizzo email) scrivendo a petrella63@gmail.com. L'indirizzo email ed il telefono sono indispensabili per le comunicazioni successive. Il corso è gratuito e a numero chiuso e quindi è importante affrettarsi per non trovarsi esclusi.
venerdì 8 luglio 2011
Il Valore dell'Unità d'Italia - Festa IDV Prato
PRATO – “Il Valore dell’Unità d’Italia” è questo il titolo della prima Festa provinciale dell’Italia dei Valori Lista Di Pietro che si terrà da lunedì 11 a mercoledì 13 luglio in via Isola di Lero a Maliseti-Narnali (dietro il supermercato Conad) negli spazi della Pizzeria Il Guado. Ad inaugurarla lunedì sera ci sarà la capogruppo IdV in Consiglio regionale Marta Gazzarri e per tre sere sarà possibile cenare sotto le stelle con le enormi pizze di Damiano, gustare la tagliata e le salsicce di cinta di Valter, rinfrescarsi con i gelati e le granite di Lino; e in contemporanea seguire i dibattiti culturali e politici e ascoltare tanta musica con la cover di Vasco Rossi, Sballi Ravvicinati.
Ricco il programma della manifestazione: dopo l’inaugurazione con Marta Gazzarri, alle 20 e 30 si parlerà di usura con la presentazione del libro di Pierluigi Larotonda dal titolo "Il venditore di giocattoli". Parteciperanno al dibattito l’assessore provinciale Loredana Ferrara e il presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, Salvatore Calleri con la coordinazione del responsabile regionale Dipartimento Cultura dell’Italia dei Valori, Pasquale Petrella. Il ricavato della vendita del libro sarà destinato all’Emporio della Caritas. Seguirà il dibattito politico: Quale futuro per Prato – lavoro, sicurezza, immigrazione; al quale parteciperanno i segretari dei partiti del centrosinistra. Oltre a Salvo Ardita (IdV) padrone di casa, ci saranno Alessandro Michelozzi (Psi), Gerardo Palma (FdS), Nicoletta De Angelis (Sel) e per il Pd sarà presente il tesoriere Armando Risaliti. Al termine del dibattito musica con il complesso Sballi Ravvicinati fino alla mezzanotte.
Martedì alle 20,30 si parlerà di giovani e sicurezza stradale con la presentazione del libro “Marco Michelini il figlio del vento” con Carla Calignano e l’assessore di Montemurlo Gianluca Giancaterino. Alle 21,30 sarà protagonista la Medicina complementare e bio-naturale con Fabio Roggiolani, presentatore della legge regionale in materia di Discipline Bio-Naturali e della salute e Loredana Ferrara, responsabile Dipartimento Sanità IdV Toscana. A seguire, presentazione del libro “Il risveglio dell’Anima” di Mariella Siviglia. E, a seguire, ancora tanta musica.
La chiusura mercoledì con alle 20,30 il dibattito sulla Programmazione urbanistica: esigenze e criticità nell’amministrazione del territorio a Prato, con l’assessore regionale Anna Marson, i capigruppo in Comune di IdV Aurelio Donzella, e Pd Massimo Carlesi, il responsabile regionale Dipartimento Urbanista dell’IdV, Aurelio Imbrogno. Seguirà il film documentario “Di tessuti e di altre storie” di Teresa Paoli, vincitore del premio Ilaria Alpi; quindi il dibattito sui giovani ed il volontariato coordinato da Alessio Tassi, responsabile Giovani IdV Prato. Il saluto di chiusura sarà fatto dal segretario regionale IdV, l’onorevole Fabio Evangelisti con l’assessore regionale Cristina Scaletti. E poi grande festa con Sballi Ravvicinati.
Durante tutti e tre i giorni della festa verrà regalato un palloncino dell’IdV a tutti i bambini e le bambine sotto i dieci ann
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venerdì 24 giugno 2011
Nuova Esselunga e le contraddizioni della Giunta Cenni
PRATO - Due anni fa, non appena la giunta di centrodestra si è insediata a Prato ha subito criticato la decisione della precedente amministrazione di centrosinistra per aver autorizzato la realizzazione del Parco Prato, il centro commerciale nella periferia di Capezzana che prevede la Coop più altri negozi e una multisala. Una critica giustificata dai nuovi amministratori anche dalla volontà di voler difendere ad ogni costo i commercianti del centro storico. Poi, il sindaco Roberto Cenni è subito scivolato su una "buccia di banana" perchè al Parco Prato la sua azienda, la Sasch, ha aperto un proprio negozio monomarca. Ma quello che è ancora più grave è che a distanza di due anni la Giunta Cenni esulta per aver fatto approvare in Consiglio comunale dai propri consiglieri di maggioranza (Pdl, Fli, Udc e LN) il progetto per la realizzazione di un nuovissimo ed enorme supermercato targato Esselunga(area centrodestra) nell'area dell'ex Pratilia, a due passi dal centro.
Allora le domande da porsi sono due: 1) l'apertura di questo nuovo supermercato a due passi dal centro danneggerà o meno i negozianti del centro storico? 2) Creerà o meno nuovi posti di lavoro? Non credo che bisogna essere degli analisti economici per comprendere che il nuovo supermercato influenzerà negativamente sulle piccole attività commerciali del centro storico di Prato. Se si apre un nuovo grande punto vendita non è che aumentano i compratori ma il nuovo supermercato andrà a rubare i clienti ai negozi già esistenti. Punto secondo, i nuovi posti di lavoro saranno talmente pochi che sarà difficile che riescano a soddisfare la grande fame di lavoro dei tanti disoccupati presenti in città.
Se poi a tutto questo colleghiamo le grandi critiche fatte sul piano della viabilità che sarà del tutto inadeguata al nuovo punto vendita e alle grandi perplessità espresse dai cittadini della zona, allora ci si rende conto che l'affare Esselunga è solo un business che farà contenti i dirigenti dell'Esselunga e gli attuali amministratori della città ma che si rivelerà dannoso per i piccoli commercianti e per i cittadini residenti nella zona di Pratilia.
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martedì 12 aprile 2011
Centro Storico, il fallimento della politica del centrodestra
PRATO – Il ristorante Convito in piazza delle Carceri minaccia di chiudere e il proprietario accusa l’amministrazione comunale non solo di non aver fatto nulla per rendere accattivante il centro così da incentivare i pratesi a frequentarlo; ma il ristoratore va oltre e indica come determinante per la sua scelta di chiudere il giro di vite fatto dall’amministrazione che ha sistematicamente mandato i vigili urbani a fare le multe anche a tarda sera per i divieti di sosta. Il mese scorso ha chiuso il ristorante La Barrique in piazza del Duomo; il locale era quello che un anno fa il sindaco di Prato, Roberto Cenni, aveva indicato come un esempio virtuoso per rilanciare il centro storico. Alla luce dei fatti di oggi mai parole furono più iettatrici di quelle. Per non ricordare lo storico ristorante Da Francesco in via Cambioni che, nonostante i numerosi cambi di gestione, da qualche mese presenta sulla saracinesca ormai impolverata la scritta “Vendesi”. Al Pub Wallace in piazza Mercatale è stata sospesa per un mese la licenza per la musica dal vivo e il proprietario già denuncia la diminuzione dei clienti e la inevitabile riduzione dell’orario lavorativo e quindi dello stipendio per due suoi dipendenti.
Se questa amministrazione di centrodestra due anni fa si era presentata in campagna elettorale con un ricco programma per rilanciare il centro storico di Prato, oggi il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti. E purtroppo la sensazione è che il peggio debba ancora arrivare.
sabato 12 febbraio 2011
Crisi Sasch e l'ipotesi dell'incauta erogazione del credito
PRATO - La crisi della Sasch, l'azienda che fa riferimento al sindaco di centrodestra di Prato, Roberto Cenni, con i suoi centosettanta milioni di euro di debiti sta per arrivare al capolinea. Forse si chiuderà con dei concordati o forse si chiuderà col fallimento. Due cose paiono comunque certe vista la mole spropositata dei debiti accumulati negli ultimi anni dall'azienda: 1)da una parte brilla l'incapacità degli imprenditori che la guidavano, 2) dall'altra emerge la corresponsabilità almeno di una o più banche che hanno fatto una incauta erogazione del credito verso la Sasch. L'azienda è in crisi di liquidità da diversi anni e quindi le banche, soprattutto quelle oggi più esposte verso il gruppo, non potevano non sapere. Anzi, l'accusa che il giudice potrebbe loro muovere, sarebbe quella della concessione abusiva del credito. Un incauto finanziamento che, se riconosciuto, potrebbe far ravvisare anche il dolo da parte di chi ha deciso di finanziare cautelandosi con ipoteche sui beni strumentali dell'azienda ma ben sapendo che la stessa Sasch non avrebbe mai potuto rientrare verso gli altri piccoli creditori. Una crisi quindi pilotata che sta penalizzando soprattutto i piccoli artigiani ed imprenditori che con la Sasch hanno lavorato e non riscosso. Se la procura di Prato aprirà un fascicolo penale su questa vicenda è molto probabile che oltre alla famiglia Cenni possa essere chiamata a risponderne anche qualche grossa banca.
A questo proposito propongo la lettura di una parte del libro di Valentina Piccinini, dal titolo: "I rapporti tra banca e clientela. Asimmetria e condotte abusive".
La responsabilità della banca per concessione abusiva del credito ricorre quando la banca, in violazione delle regole che disciplinano l’attività di erogazione del credito e che impongono agli sistituti di credito di attuare una sana e prudente gestione e quindi soprattutto un’attenta valutazione della meritevolezza creditizia del soggetto beneficiato, elargisce credito o continua ad elargire credito ad un soggetto non meritevole perché già insolvente o potenzialmente insolvente.
Questa condotta della banca cagiona un ritardo nella dichiarazione di fallimento e quindi un’indebita protrazione della presenza di un soggetto decotto sul mercato con conseguente danno che si produce contemporaneamente in capo a due soggetti. Da un alto i creditori che subiscono un indebito aumento dello stato passivo dell’impresa e che, lesi nella loro libertà contrattuale a causa dell’apparente solvibilità ingenerata dall’incauto finanziamento, persistono in rapporti obbligatori o concludono contratti con un soggetto in realtà tutto altro che solvibile. Dall’altro lato, la condotta della banca cagiona danno anche alla stessa impresa che ha reiteratamente ricevuto il credito in quanto l’ammontare del debito aumenta proporzionalmente e progressivamente a causa dei continui finanziamenti ricevuti e la cui restituzione non è in grado di onorare.
La condotta di abusiva concessione del credito si presenta dunque caratterizzata da una natura plurioffensiva giacchè reca pregiudizio tanto all’impresa finanziata che ai creditori della stessa.
La banca, al contrario, agisce nella consapevolezza di non correre alcun rischio ma anzi, agisce con piena cognizione di causa in quanto la sua condotta è per lo più finalizzata ad ottenere, nel mometno in cui elargisce il credito, garanzie personali o reali dallo stesso debitore o da terzi. Le garanzie in questo modo ottenute consentono all’istituto bancario di poter ugualmente, se non addirittura in modo più soddisfacente, realizzare crediti al di fuori del concorso con gli altri creditori, oltre ad impedire a questi ultimi la possibilità di esercitare le azioni revocatorie a tutela dei propri diritti…
Di fronte all’imminente e ormai inevitabile fallimento dell’impresa, la banca invece di astenersi e rifiutare la concessione del credito, come sarebbe suo obbligo, consapevolmente lo concede proprio con il fine di contenere il pregiudizio che soffrirebbe qualora si aprisse subito il fallimento. Ad esempio, l’istituto di credito, con l’erogazione del credito, posticipa la data della dichiarazione del fallimento. In tal modo essa riesce a spostare in avanti il cosiddetto periodo sospetto, riuscendo a consolidare atti di disposizione che altrimenti sarebbero revocabili. In sostanza la banca abusa del proprio potere di erogare credito ad un soggetto che tale credito non merita.
giovedì 20 gennaio 2011
PRIMA VERTENZA SINDACALE DI UNA CINESE, UN CASO CHE PUO' FARE STORIA
PRATO - Mei Xi entrerà nella storia pratese per essere stata la prima cinese ad aver fatto una vertenza sindacale nei confronti della ditta gestita da suoi connazionali orientali. E' una svolta epocale quella che potrebbe innescare la ventinovenna dagli occhi a mandorla. Se altri cinesi, oggi sfruttati e maltrattati, decideranno di seguirla, presto tutto il mondo della illegalità presente nella comunità economica orientale potrebbe scomparire o comunque avere un grosso scossone.
Mei Xi ha denunciato alla Cgil che i suoi ex datori di lavoro, non solo l'hanno licenziata su due piedi non appena ha chiesto un periodo di feri per poter andare a trovare i suoi figli ed il marito che sono rimasti in Cina ma che, sebbene fosse stata assunta con contratto part time, in realtà lavorava fino a quindici ore al giorno per cinquecento euro netti in busta paga e altri quattrocento a nero ma con l'obbligo di pagarsi da sola i contributi.
Tante le irregolarità denunciate nei confronti della ditta di confezioni cinese che la sfruttava. Ora però è necessario che i sindacati e soprattutto il Comune di Prato diano la massima assistenza a questa giovane orientale perchè questa potrebbe essere la chiave per scardinare il mondo sommerso delle ditte cinesi. Solo se il popolo cinese che viene sfruttato e maltrattato riesce a comprendere che in Italia i lavoratori sono tutelati, solo se riescono a comprendere che hanno tutto da guadagnare nel denunciare i loro datori di lavoro che li sfruttano, allora si potrà avere risultati mille volte superiori a quelli legati alla semplice repressione portata avanti dall'amministrqazione di centrodestra.
L'educazione ai diritti è un passo fondamentale per avere anche il rispetto dei doveri. Questa è la direzione giusta.
mercoledì 22 dicembre 2010
WIFI LIBERO, NON E' STATO RINNOVATO IL DECRETO PISANU
PRATO - Nel decreto Milleproroghe si è finalmente deciso di non rinnovare il decreto Pisanu che regolamentava l'accesso alle connessioni WiFi. Un risultato ottenuto grazie alle mille battaglie portate avanti in Parlamento e nel Paese dall'Italia dei Valori e appoggiate anche dal popolo della Rete. IL decreto Pisanu conteneva restrizioni che non esistevano in nessun altro Paese occidentale, neppure in quelli dove sono più rigorose le disposizioni contro il terrorismo. La liberalizzazione delle connessioni alle reti wi-fi pubbliche è un traguardo importante e adesso l’Italia dei Valori deve spingere perchè in ogni città si possa avere il WiFi libero.
A Prato in questo senso sono state già presentate interpellanze nei consigli di circoscrizione e in Consiglio comunale dai rappresentanti eletti nelle liste dell'Idv. In provincia il progetto ha già fatto grossi passi avanti ma ora si può spingere con decisione perchè il più grosso ostacolo è stato rimosso. Il wifi libero è un traguardo troppo importante e Prato non può farselo sfuggire. Gli eletti dell'Italia dei Valori torneranno a far sentire al loro voce in questo settore fin dai prossimi appuntamenti istituzionali.
A Prato in questo senso sono state già presentate interpellanze nei consigli di circoscrizione e in Consiglio comunale dai rappresentanti eletti nelle liste dell'Idv. In provincia il progetto ha già fatto grossi passi avanti ma ora si può spingere con decisione perchè il più grosso ostacolo è stato rimosso. Il wifi libero è un traguardo troppo importante e Prato non può farselo sfuggire. Gli eletti dell'Italia dei Valori torneranno a far sentire al loro voce in questo settore fin dai prossimi appuntamenti istituzionali.
domenica 12 dicembre 2010
CONSIAG, IL PD PRATESE MOSTRA IL FIANCO AL CENTRODESTRA E DIMENTICA GLI ALLEATI
PRATO – E’ davvero singolare la presa di posizione della segretaria del Pd pratese, Ilaria Bugetti sulla società partecipata Consiag spa. Una uscita pubblica che, come Italia dei Valori, proprio non ci piace. La sua risposta sul tema della partecipata pare una risposta di comodo per far cessare una guerriglia scatenata dal centrodestra in relazione al familismo denunciato all’interno della stessa partecipata.
A Ilaria Bugetti chiediamo di non accogliere l’invito del coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni circa il dialogo richiesto sul Consiag. Sarebbe opportuno che il Pd cercasse di dialogare di più con i partiti della coalizione anziché cercare incontri con l’avversario politico.
Le eventuali dimissioni di Paolo Abati non possono certo cadere nella esclusiva responsabilità del Pd pratese. Le quote di partecipazione nell’azienda investono più Comuni i cui cittadini sono rappresentati da forze politiche fra le quali vi è anche l’Italia dei Valori che non rinuncia alla rappresentatività, all’etica e alla trasparenza. Se a suo tempo quei comuni hanno scelto Paolo Abati ci sarà stata una ragione e se oggi quelle ragioni fossero mutate dovranno essere gli stessi soggetti a deciderlo non certo la segretaria provinciale del Pd pratese.
Anche se Paolo Abati è un militante del Pd le eventuali sue dimissioni devono essere concordate e non certo con la sola alternativa di dare la carica a un rappresentante dell’amministrazione di centrodestra di Prato.
A noi dell’Italia dei Valori gli “inciuci” di palazzo non ci piacciono e quello prospettato da Ilaria Bugetti sembra essere uno di questi.
A Ilaria Bugetti chiediamo di non accogliere l’invito del coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni circa il dialogo richiesto sul Consiag. Sarebbe opportuno che il Pd cercasse di dialogare di più con i partiti della coalizione anziché cercare incontri con l’avversario politico.
Le eventuali dimissioni di Paolo Abati non possono certo cadere nella esclusiva responsabilità del Pd pratese. Le quote di partecipazione nell’azienda investono più Comuni i cui cittadini sono rappresentati da forze politiche fra le quali vi è anche l’Italia dei Valori che non rinuncia alla rappresentatività, all’etica e alla trasparenza. Se a suo tempo quei comuni hanno scelto Paolo Abati ci sarà stata una ragione e se oggi quelle ragioni fossero mutate dovranno essere gli stessi soggetti a deciderlo non certo la segretaria provinciale del Pd pratese.
Anche se Paolo Abati è un militante del Pd le eventuali sue dimissioni devono essere concordate e non certo con la sola alternativa di dare la carica a un rappresentante dell’amministrazione di centrodestra di Prato.
A noi dell’Italia dei Valori gli “inciuci” di palazzo non ci piacciono e quello prospettato da Ilaria Bugetti sembra essere uno di questi.
venerdì 10 dicembre 2010
SASCH, CENNI UN FREGOLI ALL'OTTAVA POTENZA
PRATO - Di mattina ha vestito gli abiti del sindaco ed ha incontrato in veste istituzionale l'assessore Simoncini insieme ai sindacati per fare il punto sulla crisi della Sasch; di pomeriggio ha cambiato abito ed ha indossato quelli di imprenditore ed ha partecipato ad un nuovo incontro fra la proprietà della Sasch, e il solito assessore regionale. Un'ora dopo quando era previsto il terzo incontro della giornata con seduti al tavolo, l'assessore Simoncini, le istituzioni, la proprietà della Sasch ed i sindacati, Roberto Cenni si è vestito metà da sindaco e metà da imprenditore e un po' è stato seduto dalla parte del tavolo riservato alla proprietà e per un po' dalla parte di quella riservata alle istituzioni.
Nella tragedia dei centosettanta milioni di debiti accumulati dalla Sasch, dei quattrocento lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, delle decine e decine di aziende dell'indotto che rischiano a loro volta il tracollo, siamo alle comiche con il fregoli Roberto Cenni, un uomo per tutte le circostanze. Resta da chiedersi come abbia potuto l'assessore Simoncini prestarsi a questa situazione ridicola provocata dal sindaco di Prato, Roberto Cenni che ha fatto la faccia di cera quando l'assessore regionale ha cercato di capire come si sia potuto creare un debito così elevato senza che venissero presi dei provvedimenti molto tempo prima. Il conflitto di interessi per Roberto Cenni imprenditore e Roberto Cenni sindaco è più che evidente.
Come è evidente che il debito prodotto dalla sua azienda ricadrà sulla collettività mentre lui e la sua famiglia potranno ricominciare con una newco. E’ legittimo tutto questo? E’ moralmente giusto che a fare tutto questo sia un personaggio che oltre a fare l’imprenditore fa anche il sindaco? Nell’era del berlusconismo non possiamo stupirci più di nulla. Ma indignarsi sì e pretendere che tutte le forze politiche premano perché Roberto Cenni si dimetta da sindaco non avendo più i necessari requisiti etici per poter rappresentare la città.
Nella tragedia dei centosettanta milioni di debiti accumulati dalla Sasch, dei quattrocento lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, delle decine e decine di aziende dell'indotto che rischiano a loro volta il tracollo, siamo alle comiche con il fregoli Roberto Cenni, un uomo per tutte le circostanze. Resta da chiedersi come abbia potuto l'assessore Simoncini prestarsi a questa situazione ridicola provocata dal sindaco di Prato, Roberto Cenni che ha fatto la faccia di cera quando l'assessore regionale ha cercato di capire come si sia potuto creare un debito così elevato senza che venissero presi dei provvedimenti molto tempo prima. Il conflitto di interessi per Roberto Cenni imprenditore e Roberto Cenni sindaco è più che evidente.
Come è evidente che il debito prodotto dalla sua azienda ricadrà sulla collettività mentre lui e la sua famiglia potranno ricominciare con una newco. E’ legittimo tutto questo? E’ moralmente giusto che a fare tutto questo sia un personaggio che oltre a fare l’imprenditore fa anche il sindaco? Nell’era del berlusconismo non possiamo stupirci più di nulla. Ma indignarsi sì e pretendere che tutte le forze politiche premano perché Roberto Cenni si dimetta da sindaco non avendo più i necessari requisiti etici per poter rappresentare la città.
mercoledì 1 dicembre 2010
CRISI SASCH SPA, GLI EX FORNITORI SCRIVONO A ITALIA DEI VALORI
PRATO - Una lettera firmata ex fornitori dell’azienda Sasch spa indirizzata a Salvo Ardita, Aurelio Donzella e Pasquale Petrella è stata recapitata nella sede dell’Italia dei Valori di Prato e sulla base di quanto contenuto, il segretario provinciale di IDV, Salvo Ardita, ha deciso di inviarne copia sia alla Magistratura competente, per l’apertura di una eventuale inchiesta, che alla Giunta regionale dove la capogruppo Idv, Marta Gazzarri, presenterà nuova interrogazione urgente al presidente Enrico Rossi e, come chiesto nella lettera, all’assessore Gianfranco Simoncini.
Fra le varie cose indicate nella missiva si chiedono verifiche della contabilità e dell’amministrazione dal 2006 ad oggi con indicazioni sia a libri contabili che alla gestione informatica interna, oltre ad allusioni su eventuali conti in Lussemburgo.
“I dipendenti non hanno alcuna garanzia per gli stipendi di novembre, dicembre, tredicesima mensilità e Tfr.. Ma per la newco il primo investimento sarà di 5 milioni di euro – si legge nella lettera - Da un anno siamo presi in giro (ci hanno anche convocato in azienda) con rassicurazioni e false promesse. Tutto si sistemerà nel giro di qualche mese… ci dicevano. Noi adesso siamo indebitati con i nostri fornitori di materie prime e con le banche per i prestiti con i quali stiamo pagando con enormi difficoltà i nostri dipendenti. Ma non ce la facciamo più. Ed è troppo comodo chiedere soldi a Regione e Stato. Ne devono rispondere ex ed attuali amministratori…”
Italia dei Valori formula ancora la propria solidarietà a tutti coloro che si trovano in grave difficoltà economica a causa di questo pauroso indebitamento che raggiunge gli oltre centocinquanta milioni di euro della Sasch spa il cui primo azionista di riferimento è il sindaco di Prato Roberto Cenni. Ma oltre alla solidarietà si sta movendo a tutti i livelli istituzionali per arrivare ad una soluzione dignitosa per l’intera realtà del Gruppo Sasch e del suo indotto.
lunedì 29 novembre 2010
CRISI SASCH, INTERROGAZIONE IN REGIONE DI MARTA GAZZARRI (IDV)
di Pasquale Petrella
PRATO- L’Italia dei Valori continua a tenere alta l’attenzione sulla crisi del Gruppo Sasch e la capogruppo dell’IDV in Consiglio Regionale, Marta Gazzarri, ha presentato una interrogazione urgente a risposta orale al presidente del Consiglio regionale per avere notizie “In merito alla grave situazione dell’azienda Sasch di Capalle e al destino dei lavoratori della azienda stessa e del suo indotto”.
In particolare Marta Gazzarri fa rilevare che “la grave crisi economica in cui versa l’azienda Sasch di Capalle, con 33 dipendenti attualmente in cassa integrazione e gravata da un debito che si aggira presumibilmente dai 140 ai 170 milioni di euro” con un piano di riorganizzazione presentato dalla proprietà che “non offre adeguate garanzie innanzitutto dal punto di vista della capacità imprenditoriale della nuova società, la quale risulterà in parte di proprietà degli attuali soci (Cenni e Giovannelli), responsabili di un debito di entità tale da risultare difficilmente riconducibile alla sola crisi che interessa il settore nell’ultimo periodo e per la restante parte vedrà la partecipazione annunciata di un nuovo partner che però non risulta attualmente identificato; che tale piano non garantirà nemmeno la permanenza dei posti di lavoro dell’attuale azienda… che desta altrettanta preoccupazione il destino dell’indotto industriale legato alla Sasch”, tutto ciò premesso, la capogruppo IDV in Regione, Marta Gazzarri, interroga la Giunta “sulle azioni che intende intraprendere affinchè sia attuata una trattativa con le rappresentanze sindacali e con i lavoratori sia dell’area fiorentina che di quella pratese; sulle azioni che intende intraprendere al fine di garantire la permanenza dei posti di lavoro delle persone attualmente impiegate le quali, in caso di malaugurata ipotesi di fallimento, possano comunque usufruire di tutte le garanzie previste dalla legge”.
mercoledì 3 novembre 2010
L'AZIENDA BESTE VA IN CINA, PREOCCUPAZIONE PER I DIPENDENTI ITALIANI
PRATO - La decisione dell'azienda Beste dei fratelli Santi con sede nel comune di Cantagallo di costituire la Beste China a Shangai per produrre in Oriente una nuova linea di capi di abbigliamento è una decisione che nella strategia aziendale potrebbe essere sicuramente vincente, come lo sono state finora le scelte dei fratelli Santi che hanno visto la Beste assumere e aumentare il proprio fatturato quando quasi tutte le altre aziende che operano nel loro settore sono in crisi o addirittura chiudono.
Una scelta coraggiosa e forse vincente sotto il profilo economico, che politicamente però, a noi di Italia dei Valori ci preoccupa e non poco. La scelta della Beste di "globalizzare" sembra un film già visto per chi quella parola (globalizzare) l'ha usata fino all'altro ieri in campagna elettorale, ovvero il sindaco di Prato Roberto Cenni , per parlare della sua azienda: la Sasch che da molti anni ha trasferito tutta la sua produzione in Cina. Oggi la realtà dell'azienda del primo cittadino di Prato è sotto gli occhi di tutti, ha messo in cassa integrazione decine di dipendenti nelle aziende con sede in Italia ed ha un passivo di centoquaranta milioni che in tempi brevi dovrà ripianare in accordo con le banche o sarà destinato al fallimento.
Ai fratelli Santi auguriamo di avere tanto successo e di non seguire il destino di Cenni e della sua Sasch, ma alla Beste e ai suoi dirigenti raccomandiamo di non dimenticare mai quanto la Valbisenzio ha fatto per loro e di non cadere nella trappola del guadagno ad ogni costo anche sulla pelle dei propri dipendenti italiani. E a questo proposito ci allarma parecchio la frase rilasciata alla stampa da Matteo Santi che proprio sull'ipotesi di un ridimensionamento del personale ha detto, "Per quanto riguarda il ridimensionamento dell'organico non mi sento di escluderlo, anche se questo non è collegato al progetto cinese ma al calo della quantità di stoffe prodotte". E' evidente che con Beste China i fratelli Santi stanno scappando dalla realtà pratese ed allora prima che sia troppo tardi, sarebbe opportuno che i sindacati e le istituzioni si muovano per tamponare una annunciata emorragia di operai che presto potrebbero trovarsi senza lavoro.
Come Italia dei Valori siamo per la libera imprenditoria ed elogiamo il coraggio degli imprenditori capaci di espandersi ed imporre il proprio marchio anche all'estero ma guai se questo fosse fatto a scapito dei lavoratori italiani. I fratelli Santi rassicurino noi e i loro dipendenti su questo fronte.
venerdì 23 luglio 2010
ECCO COME SI COLPISCE L'ILLEGALITA' CINESE
PRATO- Senza la spettacolarità di avere un assessore e le telecamere al seguito, senza lo spreco dell'uso di un elicottero del tutto inutile, la Guardia di Finanza di Prato ha portato a termine l’ennesima importante azione contro l’illegalità cinese.
Italia dei Valori si complimenta con i finanzieri e plaude a questa operazione denominata “Time out” che è andata a colpire l’anello a monte di una filiera della contraffazione che avrebbe immesso sul mercato italiano ottocentomila orologi con marchi contraffatti per un valore stimato di un milione di euro.
Italia dei Valori ritiene che siano queste le operazioni da fare per stroncare l’illegalità nella comunità orientale: è inutile colpire il dettagliante o, nel caso del tessile, le ditte di confezioni se chi gestisce il vero business è a monte e non viene scalfito da queste operazioni. Tagliando l’origine dell’illegalità , è inevitabile che anche i dettaglianti siano costretti a scomparire. Per Italia dei Valori la priorità nella lotta all’illegalità cinese dovrebbe essere quella diretta a stroncare i canali dei flussi di denaro a nero. Milioni di euro che girano sotto banco, ovvero nell’economia parallela che sfugge al fisco e produce a pioggia l’illegalità diffusa nella comunità orientale.
Mettiamo più personale in questo tipo di indagini e forse il problema verrà risolto, altrimenti saranno solo spot e spettacolo.
martedì 20 luglio 2010
ECONOMIA, CENNI CHIEDA SOLDI ANCHE PER LA SASCH
PRATO – Domani il sindaco di Prato, Roberto Cenni ed altri rappresentanti della Provincia, saranno ricevuti a Roma dal sottosegretario Pasquale Viespoli per decidere quando e quanti fondi dello Stato arriveranno a Prato per aiutare le aziende e le famiglie messe in ginocchio da questa grande crisi mondiale.
Italia dei Valori chiede a Roberto Cenni di non dimenticarsi di chiedere qualcosa anche per la sua azienda la Sasch che sta mettendo in mobilità 43 dipendenti ed ha accumulato centosessantamilioni di debito con un numero estremamente elevato di banche.
Non vorremmo che Cenni, tutto preso dal suo ruolo istituzionale, dimenticasse di avere anche famiglia, un’azienda e dei dipendenti di cui essere responsabile.
E comunque, se proprio non se la sentisse, di tenere distinte le due figure, quella di sindaco e quella di imprenditore in crisi, potrebbe sempre delegare qualcun altro a questo incontro romano.
Italia dei Valori attende di conoscere i risultati della visita col sottosegretario Viespoli e per il bene della città, degli operai in cassa integrazione, delle aziende in crisi, si augura che i rappresentanti istituzionali che saranno impegnati a Roma, riescano ad ottenere il massimo, e poi corrano pure ad appuntarsi le medaglie sul petto, a Italia dei Valori non interesse chi sarà riuscito a far arrivare i soldi a Prato ma interessa che questi arrivino e che siano sufficienti alle necessità.
Italia dei Valori chiede a Roberto Cenni di non dimenticarsi di chiedere qualcosa anche per la sua azienda la Sasch che sta mettendo in mobilità 43 dipendenti ed ha accumulato centosessantamilioni di debito con un numero estremamente elevato di banche.
Non vorremmo che Cenni, tutto preso dal suo ruolo istituzionale, dimenticasse di avere anche famiglia, un’azienda e dei dipendenti di cui essere responsabile.
E comunque, se proprio non se la sentisse, di tenere distinte le due figure, quella di sindaco e quella di imprenditore in crisi, potrebbe sempre delegare qualcun altro a questo incontro romano.
Italia dei Valori attende di conoscere i risultati della visita col sottosegretario Viespoli e per il bene della città, degli operai in cassa integrazione, delle aziende in crisi, si augura che i rappresentanti istituzionali che saranno impegnati a Roma, riescano ad ottenere il massimo, e poi corrano pure ad appuntarsi le medaglie sul petto, a Italia dei Valori non interesse chi sarà riuscito a far arrivare i soldi a Prato ma interessa che questi arrivino e che siano sufficienti alle necessità.
martedì 13 luglio 2010
BPV INGLOBA CARIPRATO, LE COLPE DEL SINDACO CENNI E DEGLI INDUSTRIALI
PRATO – Tre mesi fa, alla notizia che la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato stava vendendo gran parte delle sue quote detenute nel portafoglio di CariPrato alla Banca Popolare di Vicenza, Italia dei Valori aveva lanciato un chiaro messaggio di preoccupazione e di allarme.
In una città dove si parla tanto di salvaguardare la pratesità e di avere un occhio di riguardo per le tradizioni e le realtà locali – avevamo dichiarato - si scopre poi che in nome del dio denaro, la stragrande maggioranza degli industriali presenti come soci nella Fondazione vende quasi tutto il suo pacchetto azionario che possiede in quell’unica banca che porta, quantomeno, ancora il nome della città, pur di partecipare ai dividendi della banca vicentina. Il 15 per cento delle azioni della CariPrato (la Fondazione allora ne possedeva il 21%) in cambio dello 0,5 per cento delle azioni della BpV. Questa fu l’operazione portata a termine solo tre mesi fa dalla Fondazione col chiaro obiettivo di poter partecipare ai dividendi che la BpV dà a fine anno, cosa che non succede per CariPrato che stava tentando di consolidare il proprio patrimonio a causa della crisi. Italia dei Valori espresse tutte le proprie critiche ritenendo poco lungimiranti quegli industriali pratesi che stavano portando avanti l’operazione. Perdere il controllo, anche se piccolo, su CariPrato significava perdere la possibilità quantomeno di far sentire la propria voce sulla politica di quella banca.
E, alla luce di quanto accaduto in questi giorni con l'inglobazione di CariPrato da parte della Banca popolare di Vicenza, ci sembra davvero di essere stati delle Cassandre. E allora ci chiediamo, cosa ha da lamentarsi il sindaco Roberto Cenni che tre mesi fa ha difeso la scelta della Fondazione di cui è stato presidente fino a poco prima di diventare primo cittadino di Prato? Dice di non essere stato informato. Sì, è esattamente quello che succede a chi ha venduto e quindi non è più padrone. Tre mesi fa disse: “L'investimento della
Fondazione per il 90% del patrimonio della banca ne faceva
un'anomalia più volte segnalata anche dal ministero. Con questa vendita invece si dividono in tre gli investimenti: sulla Popolare di Vicenza, su
Cariprato e sulle obbligazioni. E questo accadrà con una redditività
migliore per la Fondazione e con una rappresentanza di Prato invariata nella banca e con in più un rappresentante della Fondazione in
Bpv. Il destino che unisce Cariprato a Vicenza si intreccia ancora
di più con, di fatto, la prova che la Popolare tiene al rapporto
con la nostra città”.
Di cosa si lamenta Riccardo Marini, presidente dell’Unione industriali pratesi? Anche lui partecipa ai dividendi della BpV quindi le sue sono lacrime di coccodrillo. Anche lui tre mesi fa si esprimeva così su quella operazione: “E' un'ottima operazione. La Fondazione ha così ben capitalizzato le quote pur mantenendo intatta la governance in Cariprato. L'acquisto dello 0,50% di Banca popolare di Vicenza garantirà inoltre risorse da poter investire anche
in assenza di grossi introiti visto che il Gruppo ha interessi in tante città e risente meno delle difficoltà legate al distretto”.
Nello stesso calderone è da inserire Carlo Longo tre mesi fa presidente della Camera di Commercio che valutò a sua volta positivamente la vendita delle quote: “Questo – disse - permette di diversificare il rischio e garantire delle
entrate più costanti in modo da poter fare più investimenti sul territorio e mantenere fede agli impegni presi”.
La miopia di chi ricopre ruoli istituzionali è proprio questa non riuscire a capire che dietro una certa operazione (vedi la vendita di quote di CariPrato da parte della Fondazione) se ne nasconde un’altra.
Gli unici a dirsi molto preoccuapti tr emesi fa, oltre a Italia dei Valori, furono il presidente della Provincia Lamberto Gestri ed il vescovo di Prato, monsignor Gastone Simoni.
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