giovedì 19 novembre 2015

Cittadini per Prato piace, piace alla gente perbene



PRATO. Il progetto Cittadini per l’Italia piace. Piace a destra, piace a sinistra, piace al centro, piace alla  società civile. 
Negli incontri che sto avendo in questi giorni  con varie persone di estrazione e fede politica diversa, ma tutte e solo persone perbene e accomunate dalla voglia di fare politica (quella vera con la P maiuscola, quella che parla di mettersi al servizio della collettività) c’è un elemento che riscuote grande interesse: il progetto che parla di un programma da costruire tutti insieme liberi dalle vecchie e arcaiche ideologie non più applicabili nella loro integrità alla realtà attuale. Tutti insieme si può elaborare un programma per le prossime elezioni amministrative del 2019 a Prato.
La costruzione del programma elettorale sarà il collante per tutti coloro che aderiranno al progetto Cittadini per Prato. C’è tutto il tempo per elaborarlo e c’è tutto il tempo per smussare e trovare il giusto equilibrio fra una visione di un simpatizzante della destra e una della sinistra o del centro.

L’unica visione che non potrà essere smussata è il bene della collettività pratese fatta di benessere, sicurezza, uguaglianza e libertà.
La società civile deve tornare ad essere protagonista della vita dei territori. Impegnarsi nella buona amministrazione della propria città vuol dire partecipare attivamente al miglioramento dei luoghi che ci stanno a cuore.  Questa sarà la base di partenza di un movimento liberale, democratico, riformista ed europeista.
Le porte sono aperte a tutti coloro che vogliono aderire a questo movimento civico.
Pasquale Petrella

lunedì 9 novembre 2015

Edilizia Pubblica Pratese, adesso tutti i consiglieri sanno

PRATO. Giovedì 12 novembre question time in consiglio comunale per una nuova puntata sulla società partecipata Edilizia Pubblica Pratese.
Adesso tutti i consiglieri (del Pd in maggioranza, ed anche tutti quelli di opposizione) sanno che:
1) il Comune pagherà 375.000 euro all'Epp per canoni di affitto non riscossi dalla stessa società nel 2014;
2) che l'assessore Luigi Biancalani, più volte chiamato ad esprimersi in consiglio comunale sulla situazione dell'Epp ha dichiarato: "... se andate a vedere i bilanci vi rendete conto che c'è un enorme, aggiungo parola enorme, risparmio sulle spese del personale", "...permettetemi un giudizio, poi concludo subito, vorrei dare un giudizio molto positivo... io mi devo complimentare con gli uffici di Epp che hanno svolto questo tipo di attività. E' una società sana..."
3) che il consiglio di amministrazione dell'Epp ha aumentato nel 2011 con una semplice delibera, senza informare l'assemblea dei soci - ovvero i comuni della provincia di Prato - di 135.000 euro gli stipendi degli undici dipendenti, promuovendo quasi tutti con passaggi anche di due o tre livelli e di area, senza concorso;
4) che l'assessore Biancalani ha dichiarato in consiglio che "nella società per azioni Edilizia pubblica pratese, pur essendo a capitale pubblico, non si applicano le leggi in materia di pubblico impiego"
5) che il cda dell'Epp è stato nominato dalla precedente amministrazione di centrodestra.

Per i pignoli e, soprattutto per coloro che giustamente vogliono il supporto legislativo:

La qualificazione di un ente come società di capitali non è di per sé sufficiente ad escludere la natura di istituzione pubblica dell’ente stesso, ma si deve procedere  ad una valutazione concreta in fatto, caso per caso. Quello che rileva non è la soggettività in (ossia l’elemento formale), quanto piuttosto la tipologia di attività svolte e la capacità a svolgerle (dunque, l’elemento sostanziale). Quindi, l’identificazione in concreto dell’ente pubblico, laddove incerta, deve essere fatta analizzando la disciplina giuridica propria di esso, ricavando da questi elementi, in base a parametri normativamente predeterminati, l’essere pubblico dell’ente. In buona sostanza, l’indagine sulla natura di tali società deve essere svolta privilegiando gli aspetti sostanziali rispetto al dato meramente formale costituito dalla configurazione giuridica dell’ente, secondo un modus procedendi che è tipico del diritto comunitario. In effetti, si è andato consolidando in questi ultimi anni nella giurisprudenza nazionale - in linea con il concetto di impresa pubblica elaborato a livello comunitario, il cui elemento caratterizzante è l’influenza dominante dei pubblici poteri, prescindendo dalla natura formale -, l’orientamento della prevalenza degli aspetti pubblicistici sostanziali sulla forma privatistica ai fini della qualificazione di un soggetto. 
 Si è quindi affermato che una s.p.a. a totale capitale pubblico è privata esclusivamente per la forma giuridica assunta, ma sul piano sostanziale essa, visto che continua ad essere sotto l’influenza pubblica, è assimilabile ad un ente pubblico.
Peraltro la giurisprudenza (Cons. St., sez. V°, 1/04/2000, n. 2078; sez. VI, 4/04/2000, n. 1948; sez. VI, 1/04/2000, n. 1885) , ritiene che la veste imprenditoriale ed anche l’eventuale caratterizzazione lucrativa di un soggetto non ostano alla qualifica in termini di organismo di diritto pubblico e, quindi, all’equiparazione agli enti pubblici del diritto interno ai fini della natura pubblica dei relativi atti. Ancor prima, aderendo alla nozione sostanziale di pubblica amministrazione, il Consiglio di Stato, con la decisione n. 498 del 20/05/1995 della VI sez., affermava che in linea di massima “tali società, affidatarie della cura di rilevanti interessi pubblici, conservano inalterata la propria connotazione pubblicistica con la conseguenza che malgrado la trasformazione sono destinate a rimanere pubbliche”. Lo stesso Consiglio di Stato ha altresì affermato che ”…il fenomeno dell’azionariato pubblico e, più in generale, della costituzione di società lucrative da parte della p.a., non si radica esclusivamente nella disciplina di diritto comune, ma presenta aspetti di diritto speciale, connessi al fatto che l’amministrazione, nella sua veste di azionista di una società formalmente di diritto civile, non può che indennizzare le attività societarie a fini di interesse pubblico generale, che fanno assumere alle stesse attività i caratteri della funzione amministrativa e valenza oggettivamente pubblicistica” (Consiglio di St. sez. II°, 20/06/2001 parere n. 1428/2000).
Ogni dubbio è poi comunque stato fugato con l’intervento del legislatore statale con il Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (convertito nella legge n. 133/2008)  che all’art. 18 così recita:
A decorrere dal sessantesimo giorno successivo all'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001”.
Dal 21 ottobre 2008 quindi, le società interamente pubbliche devono sottostare alle norme pubblicistiche sul reclutamento del personale fissate dall’art. 35 del D.Lgs 165/2001. L’articolo di che trattasi disciplina le procedure di assunzione dei pubblici dipendenti prevedendo un’adeguata pubblicità alla selezione, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In tale contesto si è pure registrato un parere della Corte dei Conti fornito al Comune di Bari del seguente tenore: “una voluntas legis sempre più indirizzata verso l’adozione di misure di contenimento delle spese delle società a partecipazione pubblica, spesso destinatarie di cospicue risorse pubbliche, e pertanto corrisponde a principi di prudenza e di sana gestione finanziaria evitare l’incrementarsi delle spese per incarichi esterni, delle spese per lavoro flessibile e delle spese del personale delle società totalmente partecipate dall’ente locale, rilevato che tali costi potrebbero finire per gravare direttamente sulla casse comunali”.

sabato 7 novembre 2015

EPP, qualcuno dice bugie... e se fosse l'assessore Luigi Biancalani?


PRATO. Nell'ultimo consiglio comunale di Prato è stata discussa l'interrogazione presentata dalla consigliera della Lista  Biffoni, Rosanna Sciumbata che ha condiviso le perplessità sollevate da Scelta Civica - Cittadini per l'Italia di Prato, diretta a fare chiarezza sulla situazione della partecipata Ediliza pubblica pratese dove, con la delibera  del consiglio di amministrazione n. 26 del 18 aprile 2011, tutti i dipendenti sono stati promossi, anche con cambio di aree, ricevendo sostanziosi incrementi di stipendio (in diversi hanno avuto oltre 15mila euro di aumento annuo). "Le risposte date dall'assessore Luigi Biancalani si sono rivelate completamente diverse dalla replica fornita  dalla consigliera Rosanna Sciumbata - dice Pasquale Petrella coordinatore provinciale di Prato di Sc Cittadini per l'Italia - E per questo dobbiamo concludere che uno dei due ha informazioni sbagliate. Se è la consigliera Sciumbata, allora poco male. Ma se è l'assessore Luigi Biancalani ad aver dato risposte sbagliate difendendo a spada tratta tutte le scelte fatte finora dal cda dell'Epp, finendo per elogiare nel suo intervento in consiglio comunale anche l'ex sindaco di centrodestra,  allora è gravissimo e servirà un chiarimento politico".

 Vediamo intanto nel dettaglio in che cosa differiscono le due posizioni.   
Al primo punto dell'interrogazione la consigliera Sciumbata chiedeva:
   1) Se il Comune di Prato ha a suo tempo approvato il riassetto della struttura aziendale dell'Epp, quindi la  nuova pianta  organica con le promozioni che hanno interessato tutti i dipendenti, e/o è stato messo in condizione di  esercitare il controllo analogo così come previsto all'art. 18 dello Statuto di EPP (delibera Epp n. 26 del 28-4-2011) ;

Risposta Biancalani: No, il comune di Prato non è stato informato e non ha approvata la riorganizzazione dell'ente perché non di sua competenza. L'atto comunque è stato trasmesso il 9 giugno 2011 dall'Epp all'Ufficio  Lode (Livello ottimale di esercizio).

Replica Sciumbata:
L'assemblea dei soci di cui fa parte il comune di Prato per legge doveva approvare la delibera.

2)  Se alla partecipata Epp si applicano le leggi in materia di pubblico impiego per quanto riguarda le promozioni e le nuove assunzioni, visto che nel 2011 è stata assunta in pianta stabile una unità lavorativa  senza procedura concorsuale, e sono avvenute le coperture di determinate cariche, in particolare quello di quadro sempe senza concorso;

Risposta Biancalani: No, all'Epp non si applicano le leggi in materia di pubblico impiego perché è una società per azioni, ancorchè a capitale pubblico, e gode di un'autonomia implicita con controllo degli organi propri delle spa e non del Consiglio comunale.
 Quanto alla persona assunta senza concorso, l'Epp ha consultato un legale perché il dipendente, che da tempo aveva dei contratti a termine rinnovati di sei mesi in sei mesi, ha minacciato una vertenza sindacale e il legale ha consigliato l'assunzione per evitare maggiori spese in un processo.
Il costo del personale non è aumentato, anzi è diminuito grazie alla fuoriuscita di un dipendente che riscuoteva sui centomila euro all'anno.

Replica Sciumbata:
Io credo che alla partecipata Epp si applichi il contratto del pubblico impiego così come dice l'art. 52 del D.Lgs. 165/2001 essendo una partecipata a capitale interamente pubblico. d'altra parte e' lo stesso statuto del 20/10/2010 approvato dall'attuale  cda al punto 3 b che dice che per assunzioni a tempo indeterminato l'Epp  utilizza la selezione ad evidenza pubblica, quindi con adozione di atto deliberatvo, con il quale viene approvato il bando e nominata la commissione esaminatrice ;al punto 5 si parla di conformità alla normativa vigente citando proprio art 18 dl 112/2008 convertito in legge 133/2008 e l'art. 35 dl 165/2001.
Vorrei anche dire che su un fatto esattamente uguale avvenuto nell'Iacp (Istituto autonomo case popolari) di Palermo la Corte dei Conti  siciliana si è pronunciata nel 2012 con la sentenza 163/A condannando per danno erariale il cda che dichiarando di voler riorganizzare l'ente aveva conferito con una propria delibera e quindi senza bando di concorso, mansioni dirigenziali,per un tempo determinato,  a vari dipendenti dello stesso ente che erano inquadrati nella categoria D.

Infine, il costo del personale non mi risulta affatto che sia diminuito visto che nel 2011 era di 596.020, 53 euro e nel 2014 è stato di 629.998,03 nonostante nel 2011 ci fosse il direttore generale che gravava per 102.330,81 euro e che a fine 2012 è andato in pensione. Quindi a conti fatti dal 2011 ad oggi il costo del personale è aumentato all'incirca di 135mila euro.
"E' chiaro che i documenti in possesso della consigliera sono in contrasto con le dichiarazioni dell'assessore Biancalani avvenute nell'ultimo consiglio comunale del 5 novembre scorso - dice ancora il coordinatore provinciale di Scelta Civica Cittadini per l'Italia - così come lo sono state il 30 aprile scorso quando si era già parlato di questo argomento dove, tra l'altro, sono state fatte dichiarazioni poi smentite dallo stesso presidente Mazzoni in sede di commissione 6".
"Forse ci sono altri documenti che ad oggi non sono stati citati e che possono contrastare la documentazione prodotta  in sede di consiglio dalla consigliera Sciumbata? - conclude Petrella - Dove sta la verita? Davvero è tutto regolare come dice l'assessore Biancalani nonostante i documenti prodotti dalla consigliera Sciumbata lo smentiscano, vedi i compensi dei dipendenti?"
"Coi 135mila euro di aumento regalati agli undici dipendenti dell'Epp si poteva non far pagare l'affitto del mese di dicembre a mille famiglie che vivono nelle case popolari. Una mensilità che avrebbe potuto permettere loro di regalarsi un dignitoso pranzo di Natale, e invece...."