PRATO - E' un difficile compito quello che Enrico Rossi, neogovernatore della Toscana, si appresta a sostenere per l'allestimento della sua squadra di governo della Regione. In campagna elettorale si è tanto parlato e a volte anche in modo critico e sarcastico se Rossi si ponesse come l'anti Martini o come il continuatore della linea dell'ormai precedente governatore. Il messaggio in parte detto dallo stesso interessato e in gran parte urlato da molti di coloro che lo hanno fatto eleggere è stato quello della discontinuità, del cambio di marcia per una Regione che sappia stare al passo con i tempi e contrastare lo strapotere del Centrodestra che tiene sempre più nell'angolo regioni come quella Toscana che ha un colore politico diverso da quello del Governo. E per fare il cambio di passo è necessario che Rossi abbia il coraggio di cambiare. La nuova Giunta deve non solo essere in grandissima parte nuova rispetto a quella uscente ma deve sapere interpretare anche le volontà dei vari territori che compongono la Toscana. In questi giorni, nel totoassessore sui mass media, si leggono sempre i soliti nomi legati prevalentemente a Firenze. Sarebbe un gravissimo errore se il neogovernatore lasciasse fuori dalla sua Giunta molte delle altre Province che fanno parte della nostra regione. Prato, seconda città della Toscana merita sicuramente un assessore, così come lo merita Livorno che è terza, ma anche Pisa, Grosseto, Siena, Arezzo, Lucca, Pistoia, Massa e Carrara, meritano attenzione. Per ironia della sorte, la Toscana ha dieci province, esattamente quanti dovranno essere gli assessori della Giunta di Enrico Rossi. E chissà che la novità non arrivi proprio dal voler dare ad ogni provincia un assessorato. Ma questa è fantapolitica, si sa che le scelte non possono essere fatte solo dal punto di vista geografico, ma è altrettanto vero che tutto il territorio merita attenzione così come tutte le forze politiche che hanno sostenuto e fatto sì che il risultato elettorale fosse non buono, buonissimo.Ed è per questo che un messaggio a Rossi bisogna inviarlo: Prato merita un assessorato per il momento politico, sociale ed economico che si trova a vivere, perchè è la seconda città della Toscana, perchè ha bisogno del massimo dell'attenzione della Regione.
giovedì 8 aprile 2010
COMUNE, A OFFICINA GIOVANI SPUNTA IL TREDICESIMO ASSESSORE
PRATO – Si allargano le situazioni imbarazzanti create dal sindaco Roberto Cenni e che vanno a gravare sui livelli del costo della politica e quindi sulle tasche dei cittadini pratesi. Dopo la denuncia fatta da Italia dei Valori riguardo la stanza assegnata dal sindaco alla figlia Claudia nel palazzo comunale (denuncia che un quotidiano ha pensato bene di censurare per non mettere in imbarazzo durante la campagna elettorale per le regionali il Centrodestra – Censura che questa volta non ha prodotto l’effetto voluto visto che il ko per quello schieramento è stato netto). Un’assegnazione arbitraria e fuori da ogni logica istituzionale e politica se non quella della logica delle “trote” alla Bossi; adesso secondo la denuncia pubblica fatta da Nicoletta Anna De Angelis del Sel, si scopre che il consigliere delegato alle politiche giovanili, il leghista Leonardo Soldi, ha un vero e proprio ufficio con tanto di segretaria (pagata dai cittadini pratesi) nei locali di Officina Giovani. Si potrebbe parlare di un tredicesimo assessore di fatto per questa giunta che prometteva tagli delle poltrone, civicità nelle scelte, e riduzione del costo della politica. In realtà Cenni si sta muovendo su tutt’altri fronti e queste situazioni lo stanno a dimostrare.
Sarà interessante vedere che cosa succederà fra poco quando l’Amministrazione dovrà provvedere alla nomina dei consigli di amministrazione delle varie aziende partecipate che sono in scadenza. La Lega Nord ha già messo le mani avanti, dopo il buon risultato alle regionali, ha subito chiesto più posti proprio nelle partecipate. Ma se è vero che il sindaco Cenni si è trovato in imbarazzo a trovare fra i leghisti una figura degna che ricoprisse un assessorato e ci ha impiegato quasi sette mesi per individuarla, come farà ad assegnare quei posti raccogliendo la minaccia della Lega?
Prato si appresta a vivere i prossimi quattro anni facendo la corsa del gambero. Il sindaco Cenni e tutto il Centrodestra hanno già avuto modo di verificare, a nove mesi dalla loro vittoria, che la stragrande maggioranza dei pratesi non li sostiene. Farebbero quindi bene a tener ben presente tutto questo. Le scelte vanno condivise con l’opposizione ed è anche ora di cambiare linea emarginando quegli indirizzi proposti dalle ideologie xenofobe della Lega e militariste di Prato Libera e Sicura.
Sarà interessante vedere che cosa succederà fra poco quando l’Amministrazione dovrà provvedere alla nomina dei consigli di amministrazione delle varie aziende partecipate che sono in scadenza. La Lega Nord ha già messo le mani avanti, dopo il buon risultato alle regionali, ha subito chiesto più posti proprio nelle partecipate. Ma se è vero che il sindaco Cenni si è trovato in imbarazzo a trovare fra i leghisti una figura degna che ricoprisse un assessorato e ci ha impiegato quasi sette mesi per individuarla, come farà ad assegnare quei posti raccogliendo la minaccia della Lega?
Prato si appresta a vivere i prossimi quattro anni facendo la corsa del gambero. Il sindaco Cenni e tutto il Centrodestra hanno già avuto modo di verificare, a nove mesi dalla loro vittoria, che la stragrande maggioranza dei pratesi non li sostiene. Farebbero quindi bene a tener ben presente tutto questo. Le scelte vanno condivise con l’opposizione ed è anche ora di cambiare linea emarginando quegli indirizzi proposti dalle ideologie xenofobe della Lega e militariste di Prato Libera e Sicura.
giovedì 1 aprile 2010
IL SACCHEGGIO DEL RAME DI PRATO
PRATO – I furti di grondaie ed infissi in rame sta assumendo percentuali impressionanti. A Italia dei Valori sono arrivate diverse lamentele da parte di cittadini che si sono trovati per l’ennesima volta a dover fare i conti con la sparizione delle grondaie dalle abitazioni o dagli stanzoni artigianali, e la cronaca dei quotidiani cittadini riporta di furti anche ai danni di immobili pubblici. C’è un vero e proprio saccheggio della città da parte di una o più bande di balordi specializzati nel furto del rame.
Italia dei Valori non può non fare proprie le preoccupazioni dei cittadini ed invitare le forze dell’ordine ad una maggiore attenzione e, soprattutto, ad avere una maggiore presenza sul territorio con finalità dirette a prevenire e reprimere i crimini in genere e non solo, come ora pare, solo dettata dall’ossessiva azione di repressione dei reati nell’ambito della comunità cinese. Cosa stanno facendo i militari? La loro presenza è utile da una parte ma distoglie l’attenzione del personale dei carabinieri e dei poliziotti che li accompagnano in giro per la città, da attività ben più importanti.
Il saccheggio del rame di Prato ne è una chiara dimostrazione. Gli uomini in più promessi dal ministro Maroni, semprechè siano effettivamente arrivati, e ne abbiamo dei dubbi, vengano impiegati per avere maggiori pattuglie sul territorio.
Italia dei Valori non può non fare proprie le preoccupazioni dei cittadini ed invitare le forze dell’ordine ad una maggiore attenzione e, soprattutto, ad avere una maggiore presenza sul territorio con finalità dirette a prevenire e reprimere i crimini in genere e non solo, come ora pare, solo dettata dall’ossessiva azione di repressione dei reati nell’ambito della comunità cinese. Cosa stanno facendo i militari? La loro presenza è utile da una parte ma distoglie l’attenzione del personale dei carabinieri e dei poliziotti che li accompagnano in giro per la città, da attività ben più importanti.
Il saccheggio del rame di Prato ne è una chiara dimostrazione. Gli uomini in più promessi dal ministro Maroni, semprechè siano effettivamente arrivati, e ne abbiamo dei dubbi, vengano impiegati per avere maggiori pattuglie sul territorio.
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