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venerdì 7 ottobre 2011

Maggio Fiorentino, grave atto antisindacale


PRATO – Siamo tornati indietro di cento anni. Quanto accaduto ieri sera al Maggio musicale Fiorentino con la decisione da parte della direzione di assumere personale esterno per vanificare lo sciopero delle maestranze è di una gravità enorme. Tanto più grave se si pensa che a presiedere il Cda c’è il sindaco di Firenze Matteo Renzi che, alla luce di quanto accaduto, bisogna chiedersi se possa ancora definirsi un esponente di sinistra.
Una decisione, quella della direzione del Maggio che è stata giustamente criticata dall’assessore regionale Cristina Scaletti che già da tempo chiede chiarimenti alla soprintendente Francesca Colombo sulle modalità di gestione del Maggio. Far svolgere il concerto di Zubin Mehta e Rudolf Buchbinder calpestando la dignità dei lavoratori in sciopero ha gettato un’ombra anche sulla performance di questi due grandi artisti.
Come Italia dei Valori siamo vicini ai dipendenti del Maggio Fiorentino e ci auguriamo che venga al più presto ripristinata la giusta dialettica fra direzione e sindacati. Inoltre, qualora siano stati lesi dei diritti costituzionalmente garantiti ci auguriamo che i responsabili siano perseguiti per legge. Pieno appoggio all’assessore regionale Cristina Scaletti per la decisione di chiedere chiarimenti in via ufficiale nel Cda del Maggio.


Pasquale Petrella
Responsabile regionale Dipartimento Cultura IdV Toscana

giovedì 21 luglio 2011

Maggio Musicale Fiorentino, solidarietà alle 37 maschere che hanno perso il lavoro


FIRENZE – In una regione come la Toscana dove le eccellenze dell’arte e della cultura sanno produrre reddito c’è un’anomalia: il Maggio musicale Fiorentino. Lo spaventoso buco nel bilancio, che potrebbe portarlo a breve anche al commissariamento, rappresenta il risultato di anni di mala gestio da parte di dirigenti e funzionari che evidentemente non hanno mai saputo valorizzare l’ente. Dirigenti incapaci di proporre una politica di direzione artistica e promozionale che sapesse portare questa eccellenza ad avere un ruolo attivo e produttivo di reddito. Oggi, per questa storica politica di basso profilo, a pagare non sono coloro che hanno provocato un buco milionario. Non pagano coloro che portano a casa stipendi ed indennità per migliaia di euro; sono invece le maschere, il personale di sala, ovvero l’anello più debole. Trentasette persone che per poche centinaia di euro al mese hanno messo l’anima ed il cuore in questo lavoro facendo sacrifici immensi pur di portare a casa quei pochi denari. Pochi ma indispensabili nell’economia familiare. Per loro a settembre non ci sarà più posto, così come ha annunciato Vincenzo Caldo, direttore delle risorse del Maggio musicale Fiorentino. Una decisione che come Italia dei Valori non possiamo assolutamente condividere e a quelle trentasette persone e alle loro famiglie va tutta la nostra solidarietà.

Come Italia dei Valori riteniamo che il Maggio debba essere rivoluzionato nel suo organigramma, i costi eccessivi possono e debbono essere tagliati ma non è eliminando l’anello più debole che si risolve il problema. Forse facendo un altro tipo di analisi sui costi di tutto il personale dell'Ente si sarebbe potuto arrivare allo stesso risultato, ovvero quello di ridurre i costi, senza mandare a casa le 37 maschere.

Oggi più che mai serve un esame preciso, da una parte sui costi e sulle responsabilità delle lievitazioni delle spese, dall’altra per il rilancio artistico e promozionale di una eccellenza che ci invidia tutto il Mondo, che è richiesto in Cina come negli Usa ma che di questa sua fama non riesce a trarne profitto. Di chi la colpa di tutto questo? Delle maschere? Non scherziamo.

Pasquale Petrella
Responsabile Dipartimento Cultura IDV Toscana