lunedì 31 ottobre 2011

Prato maglia nera dei reati; questo è il regalo del centrodestra ai pratesi


PRATO – Aumentano i furti nelle abitazioni, aumentano le rapine e aumentano gli scippi e gli omicidi. In Toscana - secondo il rapporto annuale reso pubblico dall’Associazione nazionale forze di polizia (Anfp) pubblicato dal Sole 24 Ore - solo Lucca sta peggio di Prato.
Sono numeri impietosi quelli che riguardano la città laniera che due anni e mezzo fa si è messa nelle mani del centrodestra anche perché quest’ultima, in campagna elettorale, aveva sbandierato di avere “la bacchetta magica” per rendere più sicura la città e che in quattro e quattr’otto avrebbe rimesso le cose a posto grazie anche all’arrivo dei militari. Quel centrodestra che governa la città da due anni e mezzo deve fare i conti con l’amara realtà.
Oggi l’Anfp dice che a Prato nell’ultimo anno le rapine hanno conosciuto un incremento del +44,8 per cento (solo a Napoli, Catania e Palermo stanno peggio); i furti negli appartamenti sono schizzati ad un +25,9% e gli scippi sono saliti di un +22,3% , percentuali che pongono la città di Prato fra le più pericolose d’Italia.

E così, adesso, non è solo l’Italia dei Valori a dire a questa amministrazione di centrodestra che ha sbagliato fin dall’inizio l’approccio al problema della sicurezza. Ora ci sono anche le fonti ufficiali e le fredde statistiche nazionali a confermarlo. Purtroppo a pagare le conseguenze di questa mala amministrazione sono i pratesi, illusi che i militari avrebbero risolto tutti i problemi.

Parlare di sicurezza e di metodologie per mettere un freno alla delinquenza non è facile per nessuno visti i tempi che corrono. Ma chi illude i cittadini di avere la bacchetta magica è doppiamente colpevole se poi non ci riesce e, alla luce di questi dati ufficiali, dovrebbe fare un passo indietro o quantomeno chiedere scusa ai pratesi e cambiare totalmente strategia di approccio. L’Italia dei Valori due anni fa ha consegnato un documento nelle mani del Ministro dell’Interno Roberto Maroni. In quel documento c’erano le idee per rendere Prato più sicura. Idee mai prese in considerazione da politici e amministratori arroganti. Oggi abbiamo la certezza che la politica sulla sicurezza proposta dal centrodestra è fallimentare e che è arrivato il momento di cambiare. Almeno un assessore del comune di Prato ha sperimentato sulla propria pelle la visita dei ladri in casa, ci auguriamo che la brutta esperienza vissuta e che non auguriamo a nessuno, lo stimoli a portare buoni consigli in giunta perché si smetta di andare avanti con l’idea di dare ai cittadini la percezione della sicurezza e si lavori per dare la sicurezza, ma quella vera.

sabato 29 ottobre 2011

L'assessore Silli, sulla partecipazione dei cittadini, dimostra di essere solo un burocrate

PRATO – La qualità del burocrate non sapevamo ancora che ce l’avesse. E adesso sappiamo che ha anche quella. L’assessore Giorgio Silli sembra avere la testa più concentrata su Roma che su Prato. Si vanta di saper parlare cinque lingue ma di sicuro non ha il dono di saper ascoltare chi parla in italiano. Sulla vicenda del prolungamento di via della Pace fra Narnali e Viaccia sono state già fatte due assemblee pubbliche nella parrocchia di Viaccia, alla prima era presente anche lui con l’assessore Roberto Caverni. Due assemblee che hanno deliberato all’unanimità dei presenti che il progetto approvato dalla commissione Urbanistica col prolungamento di via della Pace solo fino a via Aspromonte non si deve fare. Nessuno tocchi il giardino della scuola Rodari di Viaccia. Ma durante le assemblee è stato fatto presente anche che l’amministrazione dovrebbe attivarsi per assumere come prioritaria la realizzazione del prolungamento di via della Pace così come previsto nel progetto originario e cioè con il prolungamento fino a via Anita Garibaldi e con l’auspicio di proseguirla addirittura fino alla tangenziale di Oste. Infrastruttura essenziale soprattutto adesso che in quella zona sta nascendo anche il nuovo ospedale. Concetti che evidentemente al consulente del ministro Giancarlo Galan sono entrati da un orecchio ed usciti dall’altro, troppo concentrato com’è a studiare i passi da fare per trasferirsi a Roma.
Nonostante i cittadini siano tutti concordi su questa linea, l’assessore Silli ha chiesto di “leggersi le tre paginette” sul regolamento comunale sulla partecipazione e di aprire un tavolo. Premesso che le paginette (come le ha definite l’assessore Silli in assemblea a Viaccia) non sono tre bensì venticinque, e premesso che i cittadini di Viaccia e Narnali hanno comunque deciso di fare i passi che il burocrate Silli ha chiesto, sa di beffa adesso sentirsi dire sui giornali dall’assessore che “non è arrivata alcuna richiesta di apertura del tavolo come prevede il regolamento”. Con questa battuta infelice il burocrate ha sconfessato la buona volontà dei cittadini che pur essendo tutti concordi nel dire no al progetto parziale del Comune e sì al progetto iniziale e complessivo di prolungamento di via della Pace fino a via Anita Garibaldi, hanno inviato una email già il 25 ottobre scorso, come da regolamento, per l’apertura online del tavolo. Domanda subito dopo anche protocollata. Ma al burocrate evidentemente manca ancora qualche passaggio per ritenersi soddisfatto.
Come residenti nella zona interessata dal progetto ci riteniamo insoddisfatti e delusi dall’atteggiamento dell’assessore Giorgio Silli. E questa ovviamente non vuole essere una polemica ma solo un invito all’assessore ad ascoltare di più i cittadini.

I residenti nella zona interessata dal progetto
Pasquale Petrella (Segreteria provinciale IDV Prato)
Monia Faltoni (Consigliere provinciale e in Circoscrizione Ovest Pd)

giovedì 27 ottobre 2011

Gli indagati facciano chiarezza con la magistratura e tolgano dall'imbarazzo la città

PRATO - Le recenti cronache fano emergere una situazione allarmante, incresciosa e quanto mai impropria che punisce ancora una volta la città di Prato. Siamo di fronte ad una serie di episodi di cronaca giudiziaria che evidenziano un quadro clinico amministrativo e politico in cui ciascuno degli attori è invitato ad assumersi le proprie responsabilità facendo chiarezza.
Prato: amministrata dal sindaco Roberto Cenni che nel momento della candidatura ben conosceva la situazione debitoria della propria azienda, oggi dichiarata fallita e possibilmente anche ad un passo da guai giudiziari. Il suo ruolo politico di primo cittadino appare essere del tutto incompatibile.
Il presidente della Sori nonché consigliere provinciale PdL, Giovanni Luchetti, indagato in concorso con altri, tra cui il portavoce del PdL Denis Verdini, per truffa aggravata allo Stato.
Il direttore generale della Provincia Giancarlo Cecchi, un tecnico, non un politico, ma indagato sui rapporti antigiuridici fra Credito Cooperativo Fiorentino e BTP.
Nelle attività di indagini emergono altresì facilitazioni per erogazioni di crediti piuttosto ingenti a persone della casta mentre tutti i cittadini e i piccoli imprenditori sanno bene quanto sia difficile accedere all’erogazione del credito anche per piccole somme di danaro.

A noi dell’Italia dei Valori non ci sta bene!

Ciascuno si assuma la responsabilità e chiarisca immediatamente con i magistrati la propria posizione.
Non ci sta bene neanche la dichiarazione dell’on. Denis Verdini allorché ritiene l’indagine della magistratura un caso di “stalking giudiziario”.
In pratica, secondo il portavoce nazionale del PdL, sarebbero i magistrati che delinquono? Ma roba dell’altro mondo! Non è più possibile accettare l’ascolto del medesimo copione recitato sempre dalla solita compagnia teatrale.
La politica deve avere un’etica ed infatti l’Italia dei Valori di Prato non emette giudizi di colpevolezza a carico degli indagati perché per tali sentenze è competente un giudice ma certamente dichiara la situazione generale insostenibile ed invita ancora una volta le persone colpite dalle indagini, attivate per reati contro la pubblica amministrazione, ad assumere una urgente e dignitosa posizione nei confronti degli inquirenti e della popolazione verso cui dovrebbero nutrire un senso di rispetto proprio in virtù delle cariche assunte.

La Segreteria provinciale
Italia dei Valori Prato