PRATO - Di mattina ha vestito gli abiti del sindaco ed ha incontrato in veste istituzionale l'assessore Simoncini insieme ai sindacati per fare il punto sulla crisi della Sasch; di pomeriggio ha cambiato abito ed ha indossato quelli di imprenditore ed ha partecipato ad un nuovo incontro fra la proprietà della Sasch, e il solito assessore regionale. Un'ora dopo quando era previsto il terzo incontro della giornata con seduti al tavolo, l'assessore Simoncini, le istituzioni, la proprietà della Sasch ed i sindacati, Roberto Cenni si è vestito metà da sindaco e metà da imprenditore e un po' è stato seduto dalla parte del tavolo riservato alla proprietà e per un po' dalla parte di quella riservata alle istituzioni.
Nella tragedia dei centosettanta milioni di debiti accumulati dalla Sasch, dei quattrocento lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, delle decine e decine di aziende dell'indotto che rischiano a loro volta il tracollo, siamo alle comiche con il fregoli Roberto Cenni, un uomo per tutte le circostanze. Resta da chiedersi come abbia potuto l'assessore Simoncini prestarsi a questa situazione ridicola provocata dal sindaco di Prato, Roberto Cenni che ha fatto la faccia di cera quando l'assessore regionale ha cercato di capire come si sia potuto creare un debito così elevato senza che venissero presi dei provvedimenti molto tempo prima. Il conflitto di interessi per Roberto Cenni imprenditore e Roberto Cenni sindaco è più che evidente.
Come è evidente che il debito prodotto dalla sua azienda ricadrà sulla collettività mentre lui e la sua famiglia potranno ricominciare con una newco. E’ legittimo tutto questo? E’ moralmente giusto che a fare tutto questo sia un personaggio che oltre a fare l’imprenditore fa anche il sindaco? Nell’era del berlusconismo non possiamo stupirci più di nulla. Ma indignarsi sì e pretendere che tutte le forze politiche premano perché Roberto Cenni si dimetta da sindaco non avendo più i necessari requisiti etici per poter rappresentare la città.
venerdì 10 dicembre 2010
CARMIGNANO, PARDI E BARTOLI INCANTANO LA PLATEA
PRATO – Successo per l’incontro dibattito tenuto giovedì sera nella sala consiliare del comune di Carmignano sul tema “Libertà di informazione fra leggi bavaglio e crisi economica”. L’evento organizzato dall’Italia dei Valori ha visto come relatori il senatore Francesco Pardi, membro della commissione vigilanza della Rai ed il presidente dell’ordine dei giornalisti della Toscana, Carlo Bartoli. Hanno portato il loro saluto ai presenti il sindaco di Carmignano, Doriano Cirri ed il segretario provinciale dell’IDV di Prato, Salvo Ardita.
Coordinati da Pasquale Petrella, il senatore Pardi ha fatto un breve esame sulla commissione Vigilanza della Rai e sulla commissione di garanzia Agcom, due strutture che – secondo il senatore dipietrista, andrebbero completamente riviste e corrette “perché così come sono oggi sono del tutto inutili”. Pardi ha voluto anche sottolineare quello che sta succedendo in una Rai da sempre lottizzata dai partiti politici e che negli ultimi tempi, soprattutto con Minzolini direttore del Tg1, sta assumendo connotati grotteschi. Bartoli ha affrontato soprattutto l’aspetto regionale dei mezzi di informazione e fatto notare che una pluralità di informazione è necessaria per la stessa vita della democrazia. “Purtroppo stiamo registrando le chiusure di varie testate giornalistiche e questo non è un buon seganle” ha concluso il presidente dei giornalisti toscani. Il sindaco Doriano Cirri ha portato la sua esperienza personale sul recente caso dei furti in abitazione registrati a Comeana e sull’enfasi data da alcuni mezzi di informazione che, secondo il primo cittadino, sarebbe andata ben oltre la realtà dei fatti, riportando anche la presenza di ronde per le vie cittadine, “quando in realtà si è trattato di un singolo giovane che in macchina e per una sola sera ha fatto tardi per le strade della frazione carmignanese”. Il segretario provinciale IDV Ardita si è soffermato sulla proposta di legge che imbriglierebbe le intercettazioni telefoniche, definendola una legge che condanna a morte le inchieste giudiziarie contro la malavita.
venerdì 3 dicembre 2010
LIBERTA' DI INFORMAZIONE, UN CONVEGNO A CARMIGNANO (PRATO)
PRATO – La proposta di legge sulle intercettazioni telefoniche, le gravi ingerenze della politica nella televisione pubblica, la chiusura del Corriere di Livorno, le difficoltà economiche dell’Unità e di Canale Dieci, sono solo alcuni degli argomenti che verranno trattati dal senatore dell’Italia dei Valori, Francesco Pancho Pardi e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, Carlo Bartoli. L’incontro dibattito si intitola “Libertà di informazione fra leggi bavaglio e crisi economica” ed è organizzato da Italia dei Valori; sarà moderato da Pasquale Petrella e si svolgerà giovedì prossimo 9 dicembre con inizio alle 21 e 30 nel salone consiliare del comune di Carmignano.
Porteranno il loro saluto il sindaco di Carmignano, Doriano Cirri ed il segretario provinciale IDV di Prato, Salvo Ardita.
L’ingresso al salone consiliare sarà libero.
Iscriviti a:
Post (Atom)