PRATO – Più di seicento assunzioni a fronte di circa
duemilacinquecento colloqui avuti nelle precedenti tre edizioni della
Borsa Mercato Lavoro organizzate dall'Ente Bilaterale del Turismo
Toscano. E a Prato, la quarta edizione, ha messo in contatto diretto
le esigenze di trentasette aziende, e fra queste - per la prima volta
- i colossi della ristorazione collettiva come Autogrill spa, Camst
scrl e McDonald's Italia – con le aspirazioni di oltre ottocento
candidati arrivati da varie province della Toscana ma anche dal Lazio
e dalla Calabria.
Questa quarta edizione era dedicata all'Area Metropolitana Firenze,
Pistoia e Prato, un'area che sta lentamente ma necessariamente
mettendosi in discussione per presentare e portare avanti progetti
unitari. Nel settore del turismo la decisione del governatore della
Toscana di eliminare le Aziende per la promozione turistica e di
affidare le loro competenze a Toscana Promozione può essere valida
solo se supportata sui singoli territori da soggetti che non facciano
perdere le peculiarità specifiche territoriali.
All'incontro, al quale ha partecipato – fra gli altri - l'assessore
alla Formazione e Lavoro della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini,
avrebbe dovuto essere presente anche la nostra Assessore regionale con
delega al Turismo, Cristina Scaletti che per un impegno improvviso e
di maggiore responsabilità istituzionale ha dovuto rinunciare.
L'iniziativa che sicuramente permetterà a diversi giovani candidati,
molti dei quali laureati, di trovare un impiego è stata lodevole e il
merito va sicuramente al presidente del Centro servizi dell'Ebtt di
Prato, Luca Chiais che ha fortemente voluto che questa 4° Borsa
Mercato Lavoro si svolgesse a Prato come punto geografico centrale
dell'area metropolitana Firenze, Prato, Pistoia.
giovedì 4 novembre 2010
Turismo: nuove prospettive di sviluppo con la 4a Borsa mercato lavoro dell'Ebtt
Di Pasquale Petrella
mercoledì 3 novembre 2010
CAVERNI: BUNGA BUNGA ALL'AREA PEDONALE DI PIAZZA SANT'AGOSTINO
PRATO - L'assessore Roberto Caverni colpisce ancora: via l'area pedonale in piazza Sant'Agostino e bunga bunga per le auto. Ancora una volta è chiara la strategia dell'assessore Caverni e di questa giunta di centrodestra: non spendere un euro in iniziative per rivitalizzare il centro storico e affidarsi alla cura della riapertura al traffico delle vie e delle piazze medioevali per dare la falsa illusione ai commercainti e negozianti del centro di poter così risolvere i loro problemi economici. Una politica miope che illude i commercianti per il loro futuro e penalizza pesantemente già nel presente i residenti del centro storico. La politica anacronistica di questa amministrazione è davvero preoccupante. I danni che stanno facendo ce li porteremo dietro per anni se non si riuscirà a porvi rimedio con una protesta coraggiosa e leggittima di chi si trova a pagare sulla propria pelle questo scempio del centro storico. Parcheggiare in centro, per i residenti, è ormai un calvario. Gli strombazzamenti di chi si trova imbottigliato e chiuso nel proprio garage o parcheggio a causa di auto lasciate in doppia fila o in divieto di sosta sono all'ordine del giorno. Ed è inutile chiedere l'intervento dei vigili urbani: sono pochi e spesso impegnati altrove, come rispondono al centralino.
Nei giorni scorsi l'assessore Caverni ha detto che c'è un aumento delel aperture dei negozi in centro. Peccato che Caverni si sia dimenticato di provare le sue dichiarazioni perchè i dati statistici della Confesercenti lo smentiscono. Il centro è sempre più in sofferenza e sono ancora tanti coloro che chiudo, rispetto a chi decide di investire e aprire un'attività commerciale fra le mura medioevali.
L'AZIENDA BESTE VA IN CINA, PREOCCUPAZIONE PER I DIPENDENTI ITALIANI
PRATO - La decisione dell'azienda Beste dei fratelli Santi con sede nel comune di Cantagallo di costituire la Beste China a Shangai per produrre in Oriente una nuova linea di capi di abbigliamento è una decisione che nella strategia aziendale potrebbe essere sicuramente vincente, come lo sono state finora le scelte dei fratelli Santi che hanno visto la Beste assumere e aumentare il proprio fatturato quando quasi tutte le altre aziende che operano nel loro settore sono in crisi o addirittura chiudono.
Una scelta coraggiosa e forse vincente sotto il profilo economico, che politicamente però, a noi di Italia dei Valori ci preoccupa e non poco. La scelta della Beste di "globalizzare" sembra un film già visto per chi quella parola (globalizzare) l'ha usata fino all'altro ieri in campagna elettorale, ovvero il sindaco di Prato Roberto Cenni , per parlare della sua azienda: la Sasch che da molti anni ha trasferito tutta la sua produzione in Cina. Oggi la realtà dell'azienda del primo cittadino di Prato è sotto gli occhi di tutti, ha messo in cassa integrazione decine di dipendenti nelle aziende con sede in Italia ed ha un passivo di centoquaranta milioni che in tempi brevi dovrà ripianare in accordo con le banche o sarà destinato al fallimento.
Ai fratelli Santi auguriamo di avere tanto successo e di non seguire il destino di Cenni e della sua Sasch, ma alla Beste e ai suoi dirigenti raccomandiamo di non dimenticare mai quanto la Valbisenzio ha fatto per loro e di non cadere nella trappola del guadagno ad ogni costo anche sulla pelle dei propri dipendenti italiani. E a questo proposito ci allarma parecchio la frase rilasciata alla stampa da Matteo Santi che proprio sull'ipotesi di un ridimensionamento del personale ha detto, "Per quanto riguarda il ridimensionamento dell'organico non mi sento di escluderlo, anche se questo non è collegato al progetto cinese ma al calo della quantità di stoffe prodotte". E' evidente che con Beste China i fratelli Santi stanno scappando dalla realtà pratese ed allora prima che sia troppo tardi, sarebbe opportuno che i sindacati e le istituzioni si muovano per tamponare una annunciata emorragia di operai che presto potrebbero trovarsi senza lavoro.
Come Italia dei Valori siamo per la libera imprenditoria ed elogiamo il coraggio degli imprenditori capaci di espandersi ed imporre il proprio marchio anche all'estero ma guai se questo fosse fatto a scapito dei lavoratori italiani. I fratelli Santi rassicurino noi e i loro dipendenti su questo fronte.
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