PRATO – Le dichiarazioni dell’assessore Roberto Caverni e del presidente della Circoscrizione Centro Massimo Taiti su quanto accaduto al ristorante Soldano, che ha di recente aperto in piazza Duomo ed è stato multato per la sua insegna non consona col nuovo regolamento comunale, lascia sbigottiti.
Caverni e Taiti che hanno portato avanti il nuovo regolamento, definito anti kebab, si sono accorti che quelle regole possono far male non solo agli extracomunitari ma anche ai pratesi che decidono di aprire in centro. E allora come hanno pensato di risolvere il caso? Hanno dato la colpa alla Sori (presieduta dal pidiellino Giovanni Luchetti) di essere stata un po’ troppo sollecita nell’applicare la sanzione e di non aver intrapreso un’altra strada un po’ più morbida prima di sanzionare Soldano. Come dire: se si trattava di un negozio di cinesi, andava bene la sanzione e la celerità, ma siccome c’è di mezzo un italiano allora bisognava andarci cauti. Una sola legge con due pesi e due misure.
Il fatto è che l’apertura del ristorante Soldano in piazza Duomo è stata l’unica notizia positiva degli ultimi mesi e la delusione dei suoi proprietari verso questa sanzione e verso questa amministrazione è pienamente condivisibile. Credo che il centro abbia bisogno di ben altre iniziative per essere rilanciato proprio ora che si sentono notizie di imminenti chiusure di altri negozi storici, vedi Paoletti in piazza San Domenico o di grande visibilità, vedi Stefanel in corso Mazzoni. Non è con i divieti e le sanzioni che si attirano nuovi investitori in centro, occorrono politiche di incentivo e iniziative collaterali. Due elementi non contemplate nel vocabolario di questo centrodestra.
venerdì 16 aprile 2010
mercoledì 14 aprile 2010
CARIPRATO PERDE L'ULTIMA FETTA DI PRATESITA'
PRATO – La notizia che se confermata vorrebbe che la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato è pronta a vendere gran parte delle sue quote detenute nel portafoglio di CariPrato alla Banca Popolare di Vicenza lascia davvero preoccupati.
In una città dove si parla tanto di salvaguardare la pratesità e di avere un occhio di riguardo per le tradizioni e le realtà locali, si scopre poi che in nome del dio denaro, la stragrande maggioranza degli industriali presenti come soci nella Fondazione è pronta a vendere quasi tutto il suo pacchetto azionario che possiede in quell’unica banca che porta, quantomeno, ancora il nome della città, pur di partecipare ai dividendi della banca vicentina. Il 15 per cento delle azioni della CariPrato (la Fondazione ora ne possiede il 21%) in cambio dello 0,5 per cento delle azioni della BpV.
Se la motivazione di questa operazione è quella di poter ottenere i dividendi che la BpV dà a fine anno, cosa che non succede per la CariPrato che sta tentando di consolidare il proprio patrimonio in questo periodo di crisi, allora Italia dei Valori ritiene che ci sia davvero una scarsa lungimiranza da parte di quegli industriali pratesi che stano portando avanti l’operazione. Perdere il controllo, anche se piccolo, su CariPrato significa perdere la possibilità quantomeno di far sentire la propria voce sulla politica di quella banca. E allora ben venga l’invito-provocazione da parte del presidente della Provincia Lamberto Gestri a costruire una banca locale, una nuova banca o l’ingresso massiccio delle più forti realtà economiche del territorio in un istituto già presente per pratesizzarlo al massimo così che possa appoggiare gli investimenti e le politiche economiche del nostro territorio.
In una città dove si parla tanto di salvaguardare la pratesità e di avere un occhio di riguardo per le tradizioni e le realtà locali, si scopre poi che in nome del dio denaro, la stragrande maggioranza degli industriali presenti come soci nella Fondazione è pronta a vendere quasi tutto il suo pacchetto azionario che possiede in quell’unica banca che porta, quantomeno, ancora il nome della città, pur di partecipare ai dividendi della banca vicentina. Il 15 per cento delle azioni della CariPrato (la Fondazione ora ne possiede il 21%) in cambio dello 0,5 per cento delle azioni della BpV.
Se la motivazione di questa operazione è quella di poter ottenere i dividendi che la BpV dà a fine anno, cosa che non succede per la CariPrato che sta tentando di consolidare il proprio patrimonio in questo periodo di crisi, allora Italia dei Valori ritiene che ci sia davvero una scarsa lungimiranza da parte di quegli industriali pratesi che stano portando avanti l’operazione. Perdere il controllo, anche se piccolo, su CariPrato significa perdere la possibilità quantomeno di far sentire la propria voce sulla politica di quella banca. E allora ben venga l’invito-provocazione da parte del presidente della Provincia Lamberto Gestri a costruire una banca locale, una nuova banca o l’ingresso massiccio delle più forti realtà economiche del territorio in un istituto già presente per pratesizzarlo al massimo così che possa appoggiare gli investimenti e le politiche economiche del nostro territorio.
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